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Note



  1. Situazione al settembre 1997

  2. Vedi documentazione fotografica

  3. Si consideri che queste pseudo gestioni amministrano il 36% delle unità immobiliari dell'intero complesso

  4. La titolare dei contratto d'affitto o, più generale, di "cessione del fabbricato"

  5. Dati al 31.12.97

  6. Riferita alla sola popolazione residente

  7. Dati al settembre 1997

  8. È opportuno che l'operazione consenso sia preparata e seguita sulla base di specifico incarico professionale

  9. La superficie lorda vendibile si ricava dalla superficie utile alla quale occorre sommare la superficie accessoria realizzabile (nella misura del 70% della Su) a questo si aggiunge che la variante al prg in corso di approvazione prevede di computare la Su come superficie netta per cui si avrebbe una superficie vendibile maggiore di circa un 15% rispetto alla Su. In sintesi, assegnando alla Sa un valore del 50% rispetto alla Su, che viene computata come netta, si ricava che per ogni mq di superficie utile netta si realizzano 1,55 mq di superficie lorda vendibile.

  10. Compresi spese generali e utile d'impresa.

  11. Diviene indispensabile, una volta definito il progetto di recupero, effettuare un accurata operazione di stima che permetta di identificare chiaramente le quantità economiche e finanziarie in gioco e quindi stabilire la quantità edificatoria da cedere al privato, nonchè i tempi che devono governare l'intervento.

  12. La corretta valutazione di tutti questi parametri deve essere affidata ad apposita operazione di stima, già richiamata in nota precedente

  13. Per esempio, nel caso dell'area adiacente al complesso, destinata dal Prg ad attrezzature sportive private, sarebbe contrario ai più aggiornati orientamenti dell'urbanistica, continuare a tenerla vincolata a una destinazione che i 25 anni trascorsi hanno dimostrato essere inattuabile. E' chiaro che, in questa riduttiva ipotesi, il Comune non avrebbe interesse a cedere diritti edificatori a chicchessia, almeno fino a quando non si presentassero condizioni più favorevoli al recupero

  14. così suddivisi:

    prestazione urbanistica   L. 65.000.000
    prestazione edilizia   L. 120.000.000
    prestazione estimativa   L. 40.000.000
    prestazione legale   L. 40.000.000
    onere dei rilievi   L. 15.00.000
    acquisizione consenso   L. 20.000.000
    coordinamento   L. 20.000.000


  15. Per i "contratti di quartiere" che, per le necessità finanziarie, possono concorrere anche in quantità considerevole nella misura in cui sono importanti i caratteri sperimentali dell'intervento. In questa fase preliminare sono stati individuati alcuni elementi di carattere sperimentale così come indicati nella "guida ai programmi di sperimentazione" approvata dai comitato esecutivo dei CER in data 27/2/97. In particolare con stretta attinenza allo specifico tipo di intervento i punti (i riferimenti numerici sono quelli della guida alla sperimentazione citata) :
    1. 3 - Oualità morfologica - Modificazione con integrazione funzionale.
    Con l'obiettivo generale di soluzioni tipomorfologiche innovative finalizzate all'integrazione tra funzioni residenziali e extraresidenziali, tali da evitare la frammentazione e la tipizzazione delle soluzioni insediative alla scala edilizia per perseguire i1 superamento della tradizionale separazione e specializzazione funzionale attraverso la definizione di livelli di interazione e fruizione integrata.
    2. 1 - Bioarchitettnra ed ecologia urbana - Risparmio delle risorse.
    Con L'obiettivo di risparmio dell'energia a scala di alloggio e di organismo edilizio. Sperimentazione di tecniche e tecnologie di limitazione delle esigenze e recupero dell'energia su di un complesso realizzato prima della legge 373/76.
    2. 2 - Bioarchitettura ed ecologia urbana - Miglioramento della qualità ambientale (b).
    Con interventi tesi al miglioramento di tutti gli ambiti di sperimentazione: acustica, aria, rifiuti.
    3. 1 - Qualità fruitiva - Accessibilità, visibilità e adattabilità (DM 236/89).
    Con l'obiettivo di introdurre soluzioni atti a garantire il soddisfacimento dei requisiti sopracitati sia a scala di alloggio che di organismo edilizio, con realizzazione di unità completamente accessibili e l'analisi di adattabilità, e dei relativi oneri, applicata all'intero intervento.
    3. 4 - Qualità fruitiva - Utenze sociali deboli (già precedentemente citata nel testo). Con l'obiettivo di destinare anche con operazioni di acquisizione e permuta di unità abitative, al fine di destinare una quota del totale (un intero piano o un intero blocco) delle unità immobiliare ad utenze sociali deboli, con particolare riferimento ad anziani, famiglie numerose e categorie emarginate, che costituiscono oggi un grave problema sociale nel complesso con l'obiettivo di favorire l'integrazione delle varie categorie di utenti diversi.
    Questo obiettivo è strettamente integrato, nell'intervento, con il precedente.


  16. Le parti comuni si possono suddividere in: - parti comuni condominiali: corsello autorimesse e parte dei posti auto (parte é stata frazionata e compravenduta) all'interrato, androne e porticati al piano terra, scale, corridoi e ballatoi ai piani abitativi, nonchè l'area di pertinenza parte abibita a parcheggio e parte a verde privato.
    - parti comuni già condominiali, ma intestate a ditte diverse: ex uffici e sale comuni al piano terra (utilizzati come uffici dalle pseudo gestioni alberghiere), nonchè gli ex locali della scuola materna sempre al piano terra, quest'ultima in stato di abbandono.


TABELLA SINTETICA DELLA SITUAZIONE

Superfici private  
Piano interrato:
posti auto
~mq 1.000
Piano Terra:
bar-rosticceria
mq 200
Piano Primo:
nr. 45 unità abitative
mq 2.282
Piano Secondo:
nr. 45 unità abitative
mq 2160
Piano Terzo:
nr. 26 unità abitative
mq 1. 674
Piano Quarto:
n. 26 unità abitative
mq 1.596
Piano Quinto:
n. 26 unità abitative
mq 1.518
Piano Sesto:
n. 26 unità abitative
mq 1. 440
Superfici collettive di
proprietà ed uso privato
Piano terra: uffici e sale comuni
mq. 168
Superfici collettive di
proprietà privata in abbandono
Piano terra: scuola materna
mq 218
Superfici parti comuni
Piano interrato:
corsello autorimesse, posti auto, C. T, cabina Enel
~mq 2. 750
Piano Terra:
ingresso, atrio, vani scala e ascensori, porticato
mq 3.100
piano Primo:
vani scala e ascensori, corridoi
mq 618
piano Secondo:
vani scala e ascensori, corridoi
mq 618
piano Terzo:
vani scala e ascensori, corridoi
mq 980
piano Quarto:
vani scala e ascensori, corridoi
mq 520
piano Quinto:
vani scala e ascensori, corridoi
mq 520
piano Sesto:
vani scala e ascensori, corridoi
mq 520
Copertura non praticabile mq 1.880
Area cortiliva adibita a parcheggio mq 4. 000
Area cortiliva adibita a verde privato mq 7. 000




Premessa I dati del problema Ipotesi sulla futura destinazione del complesso
Piano e programma di recupero Il consenso Le risorse economiche
I passi da compiere Sui capitoli di spesa Sul reperimento delle risorse
Note Torna su