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2.  I DATI DEL PROBLEMA



2.1  Quadro dello stato di fatto e di diritto

L'oggetto di questo studio è un complesso edilizio sito in Comune di Calderara di Reno, via Garibaldi n. 2, meglio noto come "Bologna 2", dal nome della originaria gestione alberghiera.
Il fabbricato, sorto quasi in aperta campagna come casa-albergo, è composto da ben 194 unità abitative utilizzate, in proprietà o in affitto, come residenza e dalle cosiddette parti collettive.
A est, in aderenza al Bologna 2, completamente indipendente da esso anche se architettonicamente omogeneo, fu contemporaneamente realizzato un fabbricato di minori dimensioni che ospita, fin dall'inizio, l'albergo "Meeting", perfettamente funzionante.
Sin dal momento della sua costruzione, il "Bologna 2" è stato fonte di guai: l'accumularsi di problemi igienici, sociali e di ordine pubblico, la cui soluzione è stata ostacolata dalla progressiva frammentazione della proprietà, ha finito con l'influenzare negativamente la vita dell'intero Comune.



QUADRO SINTETICO DELL'EVOLUZIONE DEL PROBLEMA

ANNO URBANISTICA-EDILIZIA PROPRIETÀ GESTIONALE SOCIALE
         
1974 rilascio licenza costruzione ballau srl    
1975        
1976        
1977 rilascio variante-inizio lavori cessione totale a "casa insieme"    
1978   cess. parziale a assicurazione "universo"    
1979 fine lavori - abitabilità cess. parz. a "azzaroni sas" e "cenacchi"
cess. blocco "C" a "edilsabrina"
vende singole unità
   
1980   cess. da casa insieme e universo di varie unità licenza esercizio a "Bologna 2 residence"  
1981   edilsabrina vende singole unità    
1982 prima ordinanza per problemi igienici le proprietà sono sempre più frazionate cambio titolari "bo 2 residence" esposti per degrado sociale
1983        
1984 gravi problemi igienici     fatti di sangue
1985 " le proprietà sono circa 80 fallimento di "Bologna 2 residence" denuncia alla procura
1986 chiusura acqua     forte presenza di spaccio e prostituzione
1987 gravi problemi igienici     presenza significativa di extracomunitari (in magg. africani)
1988 "      
1989 "   licenza esercizio alla "sigma sas" aumento della presenza di extracomunitari (con irregolari)
1990 "      
1991 "   revoca licenza "sigma sas"  
1992 "   gestioni abusive "ge-al" e "ge-co" in crescita la presenza di ex-jugoslavi (molti irregolari)
1993 "   "  
1994 "   "  
1995 "   "  
1996 "   "  
1997 " le proprietà sono diventate 133 " molti casi sociali seguiti da comune e Ausl




SITUAZIONE ATTUALE DELLA GESTIONE

  Numero
unità
gestione
GE-CO
gestione
GE-AL
proprietà
residente
proprietà
che affitta
non
conosciuta
Corpo "A"            
piano 1° 17 12 1 3 1 -
piano 2° 17 8 1 - 8 -
piano 3° 10 2 1 4 3 -
piano 4° 10 3 1 4 2 -
piano 5° 10 4 - 2 3 1
piano 6° 10 1 - 4 5 -
             
totale Corpo "A" 74 30 4 17 22 1
             
             
Corpo "B"            
piano 1° 7 4 - 1 2 -
piano 2° 7 3 - 2 1 1
piano 3° 5 1 - 3 1 -
piano 4° 5 1 - 2 1 1
piano 5° 5 1 - 2 2 -
piano 6° 5 3 - 2 - -
             
totale Corpo "B" 34 13 - 12 7 2
             
             
totale Corpo "B" 74 30 4 17 22 1
piano 1° 21 4 1 8 8 -
piano 2° 21 2 2 5 10 2
piano 3° 11 3 1 1 3 3
piano 4° 11 5 - 3 3 -
piano 5° 11 4 - 5 - 2
piano 6° 11 1 - 5 5 -
             
totale Corpo "C" 86 19 4 27 29 7
             
intero fabbricato 194 62 8 56 58 10
Di 10 unità non sono disponibili dati precisi, probabilmente vuoti e/o appartenuti a persone decedute.
Una di queste unità appartiene ora al Demanio dello Stato in gestione all'Intendenza di Finanza.




QUADRO ATTUALE DELLE DIMENSIONI DELLE PROPRIETÀ1

  n. proprietà
presenti
n. proprietà
singole
da 2 a 3
unità
da 4 a 6
unità
oltre 6
unità
           
Corpo "A" 55 41 6 - 1
           
Corpo "B" 30 21 3 - 1
           
Corpo "C" 69 64 3 2 1
           
Intero complesso 133 120 10 3 2
Si evince l'estrema frammentazione delle proprietà.
Una stessa proprietà multipla è spesso presente in corpi di fabbrica.
Solo 2 proprietari possiedono più di 6 unità: Athena srl (30) e LE-MAR 86 Srl (8).




2.2  Il casamento

Il casamento destinato a "casa albergo" è stato edificato sul finire degli anni '70.
Le 194 cellule abitative, consistenti ciascuna di un monolocale con angolo cottura, bagno e balcone, occupano i piani dal 1° al 6&176;.
Al piano interrato ci sono i servizi generali (posti auto, cabina Enel, centrale termica, ecc.), al piano terra locali di uso comune e interesse collettivo e ampi spazi porticati.
Ai primi due livelli sopra il piano terra, si hanno due file di cellule affacciate su di un corridoio comune di distribuzione, mentre ai quattro livelli superiori si ha un unica fila che affaccia su ballatoio aperto verso l'esterno.
La distribuzione verticale avviene a mezzo di un corpo centrale comprendente una scala e quattro impianti ascensore.
Un blocco scala secondario si trova all'altra estremità di ciascuno dei tre corpi di fabbrica in cui il complesso si articola.
Il riscaldamento è centralizzato e così l'impianto per l'acqua calda.
Ogni unità è allacciata, con proprio contatore, alla rete del gas per uso di cucina.
Tutte le unità sono individualmente allacciate alla rete elettrica e telefonica.
La raccolta acque nere ha come recapito la fognatura pubblica.
La copertura è piana e non praticabile.
L'immobile è stato realizzato in calcestruzzo a vista, secondo la tecnica 'tunnel".
Non esiste una documentazione che permetta di verificare se le dispersioni termiche siano o meno conformi alla legge.

2.3  Problemi di ordine edilizio

Nonostante la sua costruzione sia relativamente recente, il complesso presenta gravissimi problemi che richiedono interventi pesanti, quando non radicali.
Lo stato dell'immobile è rilevabile a vista, ed è documentato dalla lunga serie di rapporti ufficiali e di petizioni che nel tempo si sono susseguiti2.
La condizione delle singole unità abitative varia dal buono stato di manutenzione alla fatiscenza.
Tra le parti a uso collettivo del piano terra, bisogna distinguere il locale destinato a pubblico esercizio (recentemente rientrato in attività), dai locali originariamente destinati a portineria e sale comuni (attualmente utilizzati come uffici dalle pseudo gestioni alberghiere), da quelli, infine, originariamente destinati a scuola materna, in stato di totale abbandono.
Tutte queste parti sono censite come autonome unità immobiliari e non rientrano quindi tra le parti comuni.
L'interrato è attualmente utilizzato per l'accatastamento di masserizie varie, e solo in parte per la prevista funzione di autorimessa.
Grave e, in alcune situazioni, gravissima, è la condizione degli impianti.
Gli scarichi hanno numerose perdite, continua causa di danni sia agli appartamenti che alle parti comuni, e vi proliferano insetti e ratti che attraverso le stesse tubazioni e i cavedi che le contengono, risalgono fino ai piani superiori.
Anche gli impianti sanitari hanno numerose e diffuse perdite; l'impianto centralizzato di produzione acqua calda e riscaldamento funziona precariamente, impropriamente alimentato con olio pesante; non si hanno notizie certe sulle condizioni della rete di distribuzione dell'acqua e del gas e sulla produzione autonoma di acqua calda - che supplisce quasi ovunque alla disfunzione dell'impianto centrale -, ma, per analogia con tutto il resto, è ragionevole pensare che siano tutt'altro che buone.
Gli ascensori sono allo sfascio.
Attualmente solo uno su quattro esistenti è ancora in funzione.
Gravi le deficienze dell'impianto elettrico nelle parti comuni, ma presumibilmente anche in larga parte degli alloggi.
L'impianto antincendio è pressoché scomparso, essendo stata asportata gran parte degli estintori e delle manichette degli idranti.
Nelle scale mancano parte degli infissi interni ed esterni, anche ai livelli più alti, con grave rischio per le persone, che possono ferirsi o precipitare nel vuoto.
Dal punto di vista strutturale si notano importanti fessurazioni che interessano eminentemente le estremità dei fabbricati.
La copertura principale e il grande ballatoio del terzo piano, sono diffusamente rappezzati per arginare le infiltrazioni di acqua piovana.
La corte centrale, della quale il progetto prevedeva la sistemazione a verde, si presenta attualmente come terreno incolto, luogo di accumulo delle immondizie che vi vengono sistematicamente gettate dai ballatoi.
Analoga è la condizione del parcheggio esterno.
La vastità e la gravità dei problemi sono in gran parte da imputare, oltre che all'assoluta mancanza di un'adeguata manutenzione, all'elevato carico abitativo che il complesso deve sostenere, sicuramente non previsto all'atto della progettazione che era stata pensata in funzione dell'uso alberghiero.
Se ne è consolidata invece l'utilizzazione residenziale intensiva permanente, con un grado di affollamento largamente superiore non solo a quello originariamente previsto, ma addirittura alle capacità fisiche degli alloggi.
A questo si aggiunge che comportamenti asociali, a volte criminali, disadattamento ed emarginazione, sono fenomeni molto diffusi tra la popolazione del Bologna 2.

2.4  Situazione sociale

Lo stato del complesso edilizio è infatti di grave degrado sociale, oltre che fisico.
La disgregazione dei nuclei familiari che lo occupano, l'assenza di una gestione globale e civile dell'immobile, l'interesse di alcuni soggetti, economicamente i più forti, al mantenimento dell'attuale stato di cose, ne hanno gradualmente peggiorato le condizioni.
Le numerose famiglie di extracomunitari residenti nel Bologna 2, prevalentemente maghrebine e monoreddito, fanno grande fatica a sostenere le ordinarie spese di sopravvivenza e la situazione diventa drammatica quando viene a mancare l'unico reddito familiare.
Molte di esse, con un numero di figli che varia da due a sei, sono seguite dal Comune e dall'AUSL, che le sostengono normalmente con appoggi indiretti, come l'esenzione dalle rette scolastiche e dalle spese per i trasporti e, nei casi più gravi, anche con un servizio di mensa e con aiuti in denaro.
Sono questi i casi cui corrispondono anche le più gravi situazioni sanitarie.
Per ragioni che sono insieme culturali e di oggettiva difficoltà, solo il capofamiglia lavora mentre la moglie e i bambini restano in casa, costantemente confinati negli angusti spazi dei monolocali, con conseguente diffusione, soprattutto nei bimbi, di gravi patologie, in particolare all'apparato respiratorio (asma, broncopolmoniti e Tbc), con frequenti ricoveri in ospedale.
Inoltre le condizioni di sporcizia - generali, del complesso, e particolari, delle unità abitative - favoriscono il diffondersi di altre patologie come la scabbia.
Tutte malattie tipicamente legate alle condizioni igieniche precarie che derivano dal sovraffollamento dei locali, dalla promiscuità, e, quasi sempre, dalla scarsa alimentazione.
La segregazione, di fatto, di mogli e figli nelle anguste abitazioni, determina anche un secondo effetto aggravante: i bimbi in età prescolare, non frequentano (salvo deroghe forzose del Comune) le scuole materne e i nidi, potendo le madri accudirli.
E' un circolo vizioso.
E' nei confronti di questi nuclei familiari che si verifica il maggior numero di sfratti per morosità.
Per questa ragione l'assistenza viene spesso fornita nel quadro di una collaborazione tra la famiglia e il comune, il quale esercita un rigido controllo sul rispetto degli impegni dai singoli nuclei (pagamento dell'affitto, delle bollette), favorendo, quando possibile, anche l'inserimento delle madri nel mondo del lavoro.
L'intervento pubblico si rivela spesso insufficiente, e quasi mai tempestivo.
Nonostante l'AUSL, che assiste i minori, intervenga anche con sostegno economico diretto, le limitate risorse disponibili non consentono di affrontare le situazioni di emergenza.
In tali casi si attiva tuttavia una fattiva collaborazione con la Caritas locale.
Si aggiungono i casi, diversi, ma ugualmente gravi, di cittadini stranieri - donne soprattutto - a volte irregolari, prevalentemente slavi, che, per cattiva condotta, si vedono allontanare i figli dai giudici preposti.
Si tratta infatti di persone dedite alla prostituzione, sia direttamente che come sfruttatori, la cui presenza è ormai consolidata e tende sempre ad aumentare, senza che i frequenti interventi delle forze dell'ordine riescano a porvi rimedio.
Elevata è la presenza di altri emarginati, come tossicodipendenti, disadattati e persone bisognose di assistenza psichiatrica.
Si consideri che, mancando qualsiasi forma di controllo dell'accesso al complesso, in esso vivono anche persone senza fissa dimora - la cui presenza è più alta nella stagione invernale - che cercano riparo nelle parti comuni, nei corridoi, nelle scale, nell'interrato, dove soddisfano i bisogni fisiologici convivendo con i propri e altrui escrementi.
La situazione generale è in rapido peggioramento.
Negli anni trascorsi le famiglie bisognose erano prevalentemente costituite da cittadini italiani in temporanea difficoltà, la cui presenza nel complesso era provvisoria, mentre ora, per le numerose famiglie extracomunitarie che non sono assolutamente in grado di uscire dalla provvisorietà, la condizione tende a diventare definitiva.
Non è un caso se, grazie alle precarie condizioni economiche e familiari, questi nuclei sono diventati i soggetti privilegiati nell'assegnazione di alloggi pubblici, tanto che nell'ultima graduatoria predisposta per sedici alloggi, ben undici (pari al 69%) sono andati a famiglie in queste condizioni.
D'altra parte è proprio il forte degrado del complesso a fare sì che all'offerta di alloggi in locazione rispondano ormai solo soggetti in precarie condizioni: extracomunitari, irregolari ed emarginati e così il circolo vizioso si avvolge a spirale, senza prospettive di salvezza.
Quello che è forse, nella regione Emilia-Romagna, il più grave caso conosciuto di concentrazione di degrado ambientale e di emarginazione, di problemi sociali e di situazioni criminose che vanno anche oltre lo sfruttamento della prostituzione e lo spaccio di droga, riguarda uno stabile dove con la popolazione illegale ed emarginata convivono ancora, in proprietà o in affitto, altri cittadini che, in buona fede, avevano creduto di trovare nel Bologna 2 il tranquillo appartamentino a buon mercato che cercavano per sé e per la propria famiglia, non lontano dalla città e a contatto con la campagna.
Che così non sia, lo mostra la cronaca dei giornali mettendo quasi quotidianamente in evidenza i fatti di sangue che, purtroppo, vi hanno teatro.

2.5   Situazione demografica

La situazione demografica è in continua evoluzione.
L'analisi dei dati sui residenti iscritti all'anagrafe, incrociati con altri disponibili grazie al monitoraggio continuo esercitato dalla Polizia Municipale, dà un quadro complessivo sufficientemente chiaro e permette, dal confronto con dati storici, di individuare alcune linee di tendenza.
I dati indicati nelle tabelle fotografano la situazione a fine gennaio 1998.
La tabella 3.1.1 evidenzia come esista un gran numero di unità, prive per l'anagrafe di popolazione residente (38%), di cui solo una piccola parte (il 6%) è in realtà vuota.
La maggior parte di esse (32%) è infatti occupata da persone "non residenti" in larga parte straniere: si tratta quasi sempre di ragazze provenienti da ex Urss, ex Jugoslavia, Albania e Nigeria, in genere dedite alla prostituzione.
La maggior parte di queste unità occupate da non residenti (62%) risulta essere stata affidata dai proprietari alle pseudo gestioni alberghiere3 alle quali fa di fatto capo quasi tutto il movimento di ospiti precari.
Gran parte di codeste unità risulta occupata da una sola persona4 , ma nella realtà ne ospita molte di più.
Questi ospiti non registrati, solitamente dediti ad attività illegali o al limite della legalità, sono quelli che, con il loro va e vieni, assicurano il più elevato margine di rendita (in nero) e sono difatti i clienti preferiti delle due gestioni organizzate che operano nell'immobile.


TABELLA 3.1.1    
n. unità totali   194
unità con residenti   120
unità senza residenti   74
unità senza residenti, ma occupate   62
unità senza residenti occupate
in carico alle gestioni alberghiere
  39
percentuale sul totale   63%
unità vuote   12
percentuale sul totale   6%


La tabella 3.1.2 permette un confronto tra residenti e domiciliati ufficiali, ma, lo ripetiamo, è praticamente impossibile la reale quantificazione delle persone presenti, sia perché la situazione è in continuo movimento, sia perché parte di loro è dedita ad attività illegali o criminose e tende a sfuggire ad ogni possibile controllo.
Circostanza questa favorita dalla conformazione e articolazione dell'immobile che non permettono di sorvegliare gli accessi e gli spostamenti all'interno di esso.
A questa popolazione in qualche modo identificata o individuabile, bisogna poi aggiungere, come già detto, gli sbandati che si rifugiano, specie in inverno, nelle parti comuni e nell'interrato.
Comunque l'analisi dei dati certi indica che il 62% degli occupanti l'immobile è costituito da residenti iscritti all'anagrafe.
Quale che sia la forma di godimento dell'alloggio, altissima è sempre la percentuale di stranieri, quasi totalmente extracomunitari, che rappresentano 41% dei residenti e ben il 61% dei non residenti.
Considerando che gli stranieri costituiscono il 2,8% della popolazione residente nell%intero Comune di Calderara di Reno, il 33% di essi risulta essere pertanto concentrato nel Bologna 2.
Tale quota sale al 50% se, anziché agli stranieri residenti, ci si riferisce agli stranieri presenti.



TABELLA 3.1.25    
n. unità totali   194
abitanti residenti totali   248
domiciliati non residenti   153
abitanti totali   401
percentuale residenti   62%
percentuale non residenti   38%
stranieri residenti   102
percentuale su totale residenti   41%
stranieri non residenti   94
percentuale su totale non residenti   61%
stranieri totali   196
percentuale sul totale   49%
numero stranieri residenti nel Comune4   327
percentuale di stranieri sulla popolazione totale di Calderara   2,8%
percentuale stranieri nel complesso sul totale popolazione comunale   1,7%
percentuale popolazione straniera nel complesso sulla popolazione straniera del comune:    
%  residenti   31%
%  totale   47%




TABELLA 3.1.36    
n. unità abitative con residenti   120
n. residenti totali   248
n. residenti minori   46
percentuale minori sul totale dei residenti   19%
> 18 anni   202
11<anni<18   9
6<anni<11   12
anni<6   24




La percentuale di minori sul totale risulta sensibilmente superiore alla media comunale.
I bambini in tenera età (prescolare) rappresentano oltre la metà dei minori che abitano al Bologna 2.
Per le degradate condizioni di vita sono loro i principali soggetti delle gravi patologie cui si è già accennato in precedenza.
La comparazione dei dati recenti con quelli storici evidenzia alcuni fenomeni:

2.6  La dimensione economica della riqualificazione

Il recupero urbanistico e funzionale del complesso non può essere disgiunto dal recupero sociale dell'insediamento umano.
Non appare quindi possibile, in questa fase, fare una valutazione corretta dei costi di tale operazione senza il confronto tra un progetto esecutivo e le attitudini della popolazione verso gli obbiettivi che l'amministrazione comunale si propone.
Tuttavia, quali che possano essere gli usi e le forme di gestione del bene recuperato appare indispensabile formare una stima, sia pur approssimativa, dei costi da sostenere, sia per valutare, anche politicamente, l'adeguatezza dell'operazione, sia per individuare almeno l'ordine di grandezza delle risorse necessarie.
A tale scopo si è ricorso a due distinti criteri, che, pur se di larga massima, hanno fornito valutazioni convergenti e quindi di una certa attendibilità.
Un primo criterio si basa sulle "quantità urbanistiche" del complesso così come deducibili dagli atti di concessione edilizia (le cifre sono arrotondate):

Ad ognuna di queste è stato attribuito un costo medio di recupero vuoto per pieno, desunto dai consuntivi di operazioni di ristrutturazione analoghe per vastità e complessità:

Il costo totale prevedibile, arrotondato, ammonta a L. 15.500.000.000.
Il secondo criterio adottato è quello analitico, basato sulle "quantità edilizie", e cioè sulle singole voci che compongono l'intervento nella sua complessità, almeno per quanto definibile in mancanza di una progettazione esecutiva.
Si sono prese in esame le seguenti categorie di opere (nella stima si sono comprese nelle categorie individuate, anche le prestazioni accessorie e ad esse si sono accorpate le prestazioni complementari):



opere milioni
cellule abitative: generale ristrutturazione edilizia, compatibilmente con la struttura portante e i vincoli per la realizzazione degli impianti 7.000
superfici utili di uso collettivo al piano terra, c.s. 900
superfici accessorie al piano interrato, c.s 1.400
rifacimento centrale termica e rete di distribuzione e contabilizzazione dei fluidi e dell'acqua potabile 1.200
rifacimento rete di distribuzione gas, di esalazione per bagni e cucine 250
ripristino ascensori e realizzazione di due nuovi impianti 500
percorsi comuni porticato al Pt., scale, corridoi e ballatoi: generale ristrutturazione edilizia 1.950
copertura: rifacimento 250
coibentazioni: rifacimento 560
impianto elettrico, compreso rete telefonica e tv: rifacimento 200
rete di raccolta acque nere: ristrutturazione 200
rete di raccolta acque bianche e lattonerie: rifacimento 100
impianto antincendio 180
ripristini murari e strutturali 350
aree di pertinenza adibite a parcheggio: sistemazione 80
aree di pertinenza adibite a verde: sistemazione 85
TOTALE 15.205



Questo secondo criterio di stima dà, come si vede, un totale che sostanzialmente coincide con quello ottenuto mediante la stima a corpo.

2.7   La dimensione economica della sostituzione

Si tratta ora di confrontare l'impegno economico per la radicale ristrutturazione dell'immobile con quello che comporterebbe la realizzazione ex-novo di uno stabile residenziale con le medesime capacità, previa demolizione di quello esistente.
Va premesso che, dal punto di vista statico, l'immobile è in buone condizioni e quindi la sua demolizione si giustificherebbe solo di fronte alla pratica inattuabilità di una ristrutturazione che sia conveniente dal punto di vista economico e funzionale.
Oppure di fronte alla determinazione di puntare a un insediamento diverso, fatto di unità abitative di tipo analogo a quelle dell'edilizia corrente, con un taglio di alloggi differenziato e una diversa architettura che porti a superare gli inconvenienti di gestione e di convivenza tipici di una macro struttura.
Considerando che l'immobile attuale ha un volume di circa 48.000 mc e che la sua demolizione avrebbe un costo di circa L 20.000 al mc, vista l'attuale normativa sullo smaltimento differenziato dei materiali di risulta, le difficoltà connesse al tipo di struttura, la distanza dalle discariche autorizzate, l'onere complessivo ammonterebbe a circa un miliardo.
La costruzione di un nuovo edificio di capacità analoga, dove per capacità si intende la superficie di pavimento utile e accessoria (rispettivamente mq 10.500 e 9.500) e non il numero delle unità immobiliari, costerebbe circa 25 miliardi.
Tale grossolana stima è ottenuta assumendo un costo medio al mq di L 1.650.000 per la superficie utile e di L 825.000 (la metà) per la superficie accessoria.
Tali costi comprendono gli utili d'impresa e le sistemazioni esterne, ma escludono i costi di progettazione (che in prima approssimazione possiamo considerare pari a quelli necessari in caso di ristrutturazione) e i contributi sul costo di costruzione che possiamo ritenere, vista la rilevanza sociale dell'operazione, come non dovuti.
Aggiungendo il costo di demolizione l'operazione ammonterebbe pertanto a circa 26 miliardi.

2.8   Economicamente la riqualificazione conviene

Anche se, come abbiamo avvertito, le valutazioni fin qui fatte sono, allo stato delle cose, molto grossolane, appare evidente che il costo di ricostruzione sarebbe comunque sensibilmente superiore (di oltre il 60%) a quello di ristrutturazione.
Ancora più alto sarebbe se, anziché limitarsi a ricostruire una superficie urbanistica analoga a quella esistente, si intendesse realizzare un numero di unità abitative molto vicino a quello attuale, ma più grandi, in modo di offrire una sistemazione adeguata a tutte le famiglie ora residenti, proprietarie o no.



Premessa I dati del problema Ipotesi sulla futura destinazione del complesso
Piano e programma di recupero   Il consenso   Le risorse economiche  
I passi da compiere   Sui capitoli di spesa   Sul reperimento delle risorse
Note Torna su