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Il Resto del Carlino 1986



20 settembre 1986




20 settembre 1986


Bologna 2, lo sfascio


Viaggio nel residence fantasma di Calderara
Sessanta famiglie isolate in un edificio in rovina


Fra padroni falliti, defilati e litigiosi, i veri padroni del residence Bologna 2, a Calderara, sono rimasti topi e scarafaggi, crepe nei muri e moquette scoppiate, mucchi di rifiuti e un deprimente abbandono.
L'unico vantaggio per gli ospiti residui (una sessantina di famiglie) sta nel fatto che le bestiacce e i lampioni rotti non esigono canoni di affitto e spese di amministrazione.
Per il resto, la vita dentro il grande blocco di cemento dalla faccciata obliqua, già teatro di un omicidio e di storie di droga, è sempre più ingrata, sospesa tra l'intimazione di andarsene e il taglio di acqua, luce, gas, telefono.
Creditrice di 60 milioni nei confronti della società di gestione "Bologna 2 residence Srl", dichiarata fallita nella primavera scorsa, l'Acoser ha concesso eccezionalmente l'erogazione dell'acqua fino al 30 settembre, su richiesta di una delegazione di inquilini.
Ma dopo? Dopo, se gli organi giudiziari non avranno individuato una strada per rimetterlo in funzione, il complesso alberghiero verrà completamente isolato, niente acqua, niente gas, niente luce.
Noi qui siamo fantasmi, non esistiamo per legge dicono dolenti alcuni capi-famiglia, sballottati negli ingranaggi del fallimento, terzi incomodi nella controversia a colpi di ricorsi ed ingiunzioni, fra le parti: la "Bologna 2", affogata nelle perdite (600 milioni, pare), che ha fatto opposizione al fallimento sostenendo di vantare crediti superiori ai debiti; i proprietari, una cinquantina, delusi e divisi, alcuni dei quali, da sei anni, sono in causa per truffa contro un'immobiliare e una cooperativa che hanno rifilato degli appartamenti che non erano verano veri appartamenti ma mini-alloggi alberghieri.
I proprietari affermano che hanno sempre pagato regolarmente gli oneri per le utenze, la società nega - raccontano gli inquilini -. Noi non sappiamo chi dice la verità, sappiamo soltanto che Acoser, Enel, Sip, Comune, aziende di mobili hanno accumulato montagne di bollette inevase. Fare nuovi contratti di utenza? Qui è tutto centralizzato, dovrebbero unirsi i proprietari, e poi per la sola acqua bisognerebbe tirare fuori i 15 milioni subito di cauzione. E chi li ha?
Sei piani, 194 appartamenti, dai 40 ai 70 metri quadri, lunghi corridoi, ballatoi, un vasto garage sotterraneo, piante e giardino.
Una soluzione indovinata per uomini di affari che sbarcano al vicino aeroporto, per tecnici delle aziende della zona, per singoli e nuclei familiari in attesa di una sistemazione stabile.
Le tariffe vanno dalle 500 alle 700 mila circa al mese, tutto compreso.
Ovvero comprese le spese di portineria, pulizia, servizi, finite, come detto, in un misterioso buco nero.
Prezzi comunque convenienti a livello di alberghi.
Tanto che, nei primi tempi, fra la sessantina di alloggi gestiti direttamente dalla società "Bologna 2" e il resto di proprietà, il lavoro non mancava.
Poi, piano piano, sono venute a galla le magagne congenite, le convenzioni e gli accordi troppo arditi hanno prodotto guasti crescenti.
Entrato in funzione nel '79, il residence è strutturato secondo unità abitative autonome, alienabili separatamente sotto l'impegno unitario, come recitava un contratto della durata di nove anni stipulato dalla cooperativa costruttrice ("Casa Insieme"), da "Bologna 2" ed una compagnia assicuratrice proprietaria di 46 appartamenti.
Erano le regole dettate dal Comune nella licenza di edificazione, che prevedeva anche che chi acquistava gli alloggi doveva darli obbligatoriamente in affitto alla società di gestione, dietro un utile.
Di qui lo stupore e l'indignazione di una ventina di proprietari, che si rivolsero alla magistratura, fra l'altro, citando la pubblicità: Volete un appartamento tutto per voi a prezzo conveniente?.
Mentre il "Bologna 2" maturava una brutta reputazione, diffamante per la stragrande maggioranza dei suoi ospiti, la situazione andava deteriorandosi rapidamente.
Per l'immobile in sé, solcato da crepe nei muri, perdite di acqua, inefficienze, e per la sua gestione, troppo sbarazzina, troppo pressapochista per risultare positiva.
Manutenzioni mal fatte, interventi rinviati, pezzi difettosi lasciati al loro posto.
E, insieme, proprietari che non pagano le spese e amministratori che non versano i canoni, proprietari che affittano a terzi (contro le regole) e amministratori che trascurano le bollette.
Individuare i peccatori originali, quelli che hanno sbagliato per primi, è come disquisire sulla primogenitura tra uovo e gallina.
Di fatto, pagano ora le famiglie che non hanno un altro buco dove andare, che devono sopportare le docce nell'ingresso e i muri scrostati, i vermi nel vano-cucina e i sotterranei allagati.
E uno sguardo di sbieco quando dicono Sto a Bologna 2


MA QUI NON CI VIVONO SOLTANTO SPACCIATORI



Troppo facile ribattezzarlo il residence della droga, visto quello che è successo, a più riprese, nel "Bologna 2" di via Garibaldi 2, zona industriale di Calderara.
Troppo facile ma anche ingiusto, un po' banale, un po' crudele.
Quando riferisco che abito a "Bologna 2" - racconta una donna che cerca lavoro da tempo - nessuno vuole più assumermi.
Eppure la cronaca giudiziaria e penale degli ultimi anni è ricca di episodi legati alla casa-albergo.
Questioni di droga, soprattutto, che hanno generato lo stesso fattaccio del 15 febbraio dell'anno scorso, quando Davide Giovannone fu trovato accoltellato a morte sul ballatoio del V piano, stanza 515.
Di quell'omicidio sono stati incriminati Giuseppe Magliocco e Giuseppe Raeli, due dei trentuno spacciatori condannati in primo grado nel giugno scorso che, secondo l'accusa, avevano la propria base proprio nelle stanze del residence.


Così finiremo su una strada


Parlano gli inquilini: manca tutto, dalla luce alla posta.
Il sindaco s'impegna a trovare in tempi brevi una nuova gestione

Il curatore fallimentare del crac di "Bologna 2" è l'avvocato Carlo Carroli.
Escludo a questo punto - dice - l'esercizio provvisorio. Gli organi del fallimento stanno invece esaminando alcune proposte di affitto dell'albergo. Una decisione sarà presa entro questo mese o i primi giorni del prossimo. Noi stiamo cercando un accordo con i proprietari, in questo senso, ma i problemi sono tanti, e complessi. Certo, abbiamo presente anche la situazione drammatica in cui si trovano gli inquilini rimasti nel residence, ma nostro compito è tutelare gli interessi dei creditori, nella speranza che possano conciliarsi con altre esigenze.
Franco Piazzi, 34 anni, rappresentante di commercio, vive da marzo all'interno 201, secondo piano. Noi chiediamo solo di non essere messi su una strada - è il suo appello a nome di tutti gli altri - Abbiamo pagato la cauzione di 60omila lire quando siamo entrati, abbiamo pagato regolarmente l'affitto fino a qualche mese fa. Ora, sospese le pulizie, chiusa la portineria, con la minaccia quotidiana di rimanere al secco e al buio, asepttiamo. Sappiamo che il curatore fallimentare, col quale ci incontremo anche la prossima settimana, sta cercando di risolvere il nostro problema. Così come il sindaco.
Stare qui è diventato un supplizio - si sfoga Ruggiero Oggioni, 30 anni, cuoco, moglie e figlia di 4 mesi - Lungo il ballatoio non c'è una luce che funzioni, ho dovuto pensarci io davanti alla porta del mio mini-appartamento. La portineria è abbandonata, può entrare chiunque, a tutte le ore, così come nel garage, che quando piove diventa un laghetto e con ogni tempo è un immondezzaio. E le lettere? Bisogna andarle a ritirare all'ufficio postale, a 250 lire l'una. È giusto tutto questo per un affitto di mezzo milione al mese, in mezzo alla campagna?
Al "Bologna 2" vorrei mettere le rotelline e spostarlo, sorride il sindaco comunista di Calderara, Valerio Armaroli.
Noi ribadiamo la destinazione alberghiera dell'immobile, perchè la trasformazione in condominio troverebbe troppi ostacoli, urbanistici, economici, di ordine pubblico. Al curatore fallimentare abbiamo chiesto di chiudere presto, perchè i clienti attuali sono speciali, famiglie, donne, bambini.


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