L'Unita' 2009
05 novembre 2009
Insulti sul bus, Atc: "Mai più quell'autista sui nostri mezzi"
VERDETTO
Atc chiude l'inchiesta interna sulla vicenda del bus 91, dove l'austista si era rivolta a due pakistani:
Puzzate, sedetevi in fondo.
Il confronto tra le versioni ha portato l'azienda di via Saliceto a chiedere che la dipendente di Cosepuri - che ieri ha mandato una memoria difensiva - non guidi più bus Atc.
ALLE PAGINA 52-53
Frasi razziste a due pakistani sul 91: denuncia attendibile e comportamento "non consono"
L'azienda chiede alla società che ha l'appalto di guida di togliere l'incarico alla dipendente
Atc a Cosepuri: "Quell'autista non guidi più i nostri bus"
Atc chiude il caso dell’autista che ha intimato a due pakistani di andare a sedere dietro perchè puzzavano: la richiesta al subconcessionario Cosepuri è di non utilizzare la guidatrice per i bus dell'azienda pubblica
BOLOGNA
L'autista del bus 91 ha mantenuto un comportamento non consono alle proprie mansioni e al codice etico richiesto da Atc.
Giunge a conclusione l'inchiesta interna avviata dall'azienda di via Saliceto dopo la denuncia da parte di una utente che ha sentito una conducente dell'autobus chiedere in modo brusco a due ragazzi pakistani nei sedili immediatamente vicini al gabbiotto del guidatore, di sedersi in fondo al mezzo perché puzzate.
UNA DECISIONE RAPIDA
E il "verdetto" si sostanzia nella richiesta, da parte di Atc a Cosepuri, la ditta a cui la linea 91 (Calderara
di Reno-Bologna) è appaltata in subconcessione e dalla quale dipende la lavoratrice, di non mettere più alla guida di un bus Atc quella conducente.
La richiesta, fanno sapere dall'azienda di trasporto pubblico, è stata inviata martedì scorso a Cosepuri.
COME SI È INNESCATO IL CASO
Il fatto risale al 29 ottobre scorso.
Da via Saliceto fanno sapere che la decisione è stata presa dopo aver confrontato le versioni della reclamante (la signora M.F. che ha segnalato il caso ad Atc e a l'Unità, ndr) e di uno dei due ragazzi pakistani con il rapporto scritto dall'autista».
La denuncia è stata quindi riconosciuta come più che attendibile e dunque Atc ha agito.
Dall'azienda fanno poi notare come episodi simili siano rari, se confrontati a 110 milioni di passeggeri che salgono ogni anno sui nostri mezzi, che percorrono 37 milioni di chilometri. I casi di intolleranza manifesta, anche tra passeggeri, sono pochissimi.
Dal canto suo, Cosepuri, nei giorni scorsi, si è trincerata dietro il no comment, rifiutando di dare qualsiasi dichiarazione sull'argomento.
Compresa la versione dell'autista, giudicata in parte contrastante con il racconto dell'utente.
Ma non abbastanza, evidentemente, da evitare la censura di Atc.
La replica della guidatrice è arrivata in redazione solo ieri, veicolata dal proprio avvocato.
I PRECEDENTI
Non è la prima volta che accade un episodio del genere.
Il caso più grave risale all'agosto 2007: un autista Atc picchiò e insultò uno studente messicano della Johns Hopkins che si era attardato sulla porta d'entrata per aiutare un portatore di handicap a salire.
Il mese scorso, il dipendente dell’azienda di via Saliceto è stato condannato a 6 mesi per lesioni, ingiurie e minacce, con l’aggravante della discriminazione razziale.
Un anno fa, poi, Atc sospese un controllore che si era rivolto a una famiglia rom con epiteti come tu, sacco di pulci, o cacci il biglietto oppure vieni in Questura.
Il caso fu denunciato da una lettrice di Repubblica
La conducente: "Puzzavano e io ho problemi olfattivi"
"Ho chiesto ai due ragazzi con cortesia e a voce bassa di spostarsi senza specificare i motivi. E non sono razzista"
La replica
BOLOGNA
Non sono razzista, la mia unica colpa è di avere un naso molto sensibile e uno stomaco delicato.
Arriva ieri sera - dopoche l'Atc ha già tratto le sue conclusioni - la replica dell'autista della linea 91 al centro del caso sollevato da M.F., una passeggera e lettrice de l’Unità.
Tramite l’avvocato Maria Elena Veneroni, la guidatrice, dipendente di Cosepuri che gestisce in subconcessione la tratta Calderara-Bologna, si difende e attacca il giornale e l'utente che l’ha denunciata: la puzza, e non il colore della pelle, è il movente della sua richiesta ai due pakistani.
L'autista sostiene di aver chiesto cortesemente ai due ragazzi di spostarsi un po’ più indietro, senza specificarne i motivi.
Quando M.F., con tono particolarmente aggressivo le chiede di ripetere, io, cercando di mantenere la calma, le dissi che avevano un odore sgradevole, sembrava di fritto. Tentai di spiegarle - prosegue la memoria difensiva dell'autista - che non mi sentivo bene e che, piuttosto che fermare la corsa per una boccata d'aria, ho preferito fare una semplice richiesta.
Ma la signora - continua la guidatrice -, invasa dai suoi pregiudizi e maleintendimenti, si lanciò su di me furibonda, accusandomi di essere "razzista" e chiedendo la mia matricola. Vani furono i miei tentativi di chiarirle che è un mio problema di sensibilità olfattiva e che, spesso, si verifica anche in presenza di persone italiane».
Infine, l'autista si riserva eventuali contestazioni legali ai giornalisti nemmeno presenti ai fatti e, rimarcando la colpa della signora, terza estranea inopportunamente erettasi a "paladina dei più deboli", ripete che la sua richiesta non ha avuto minimamente sfondo o radice razziale.
L'indagine interna ha però giudicato non consono alle direttive Atc il comportamento dell'autista e ha chiesto a Cosepuri di non metterla più alla guida di mezzi Atc.
M.F., soddisfatta del monito di Atc (Non ho mai voluto che perdesse un giorno di lavoro, ma che capisse il suo sbaglio), sottolinea che la richiesta ai due pakistani è stata ribadita ad alta voce.
Infine, si dice stupitadella sensibilità olfattivadell'autista, visto che quando sono salita al capolinea - chiude M.F. -, lei stava fumando al posto di guida. Poi ha buttato la sigaretta ed è partita, avvolta nella sua nuvola di fumo.
03 novembre 2009
Intervista a Irene Priolo, sindaco di Calderara
"Razzismo sul bus
L'intolleranza è un problema reale"
La Lega e la sicurezza "A Bologna il Carroccio non è passato grazie alle scelte di Cofferati"
"C'è una percezione errata dell'immigrazione. Sul residence Bologna 2 stiamo facendo un grosso sforzo per integrarlo con la città"
BOLOGNA
Un sentimento di paura del cittadino verso gli stranieri c’è, l'ho percepito in campagna elettorale, e anche adesso, quando, una volta alla settimana, giro per le attività commerciali. E la crisi aumenta questa percezione.
Irene Priolo, 35 anni, nuovo sindaco di Calderara di Reno, commenta così l'episodio avvenuto giovedì scorso sulla linea 91 dove l'autista avrebbe intimato a due ragazzi pakistani di sedere dietro perché puzzavano.
Eletta nello scorso giugno, Priolo ha messo in cima all'agenda la risoluzione del nodo "Bologna 2", la grande struttura composta da 194 appartamenti tristemente nota soprattutto negli anni '80-'90 per casi di spaccio e prostituzione.
Sindaco, dal suo osservatorio pensa che l'intolleranza stia aumentando?
Slegherei il caso avvenuto sul bus da Calderara, in generale però devo dire che c'è una percezione errata del fenomeno immigrazione, e molti cittadini partono in difesa, sono intimoriti. Nel mio territorio la percentuale di stranieri è del 7,5%, sotto la media sia regionale (12%) sia bolognese (10%), la percezione è diversa. Alle amministrative, poi, la Lega Nord ha preso il 10%.
Quanto conta la sicurezza in questa impennata?
In questo senso, il Comune a Bologna è stato un buon esempio: checché se ne dica di Cofferati, lì la Lega non è passata anche per le politiche sulla sicurezza. A livello elettorale, credo che una parte di persone che votavano An si sia spostata sulla Lega.
Parliamo del Bologna 2. Chi ci vive attualmente?
C'è una composizione immigrata elevata, in particolare negli ultimi tempi è aumentata la popolazione di pakistani, che sono proprietari di appartamenti e hanno attività, spesso ortofrutta, a Bologna.
Cosa rappresenta quella struttura per Calderara?
È una sfida. C’è un piano di riqualificazione impostato dalla passata amministrazione che noi stiamo portando avanti, e c’è un po' di scetticismo da dissipare. Ma vorrei anche dire che, in passato, quello era uno dei centri della criminalità dell'hinterland, più che su Calderara stessa. Quindi, risolvere il problema ha un significato ancora più importante.
Quali azioni avete messo in campo?
A febbraio sarà completata il cantiere della parte pubblica, con la consegna di 35 alloggi Erp che saranno poi messi a bando. Si tratta di appartamenti più grandi e vivibili, ricavati da 75 di quelli esistenti. Sotto ci sarà anche la stazione della polizia municipale, con funzione di presidio. Poi si affronterà la parte privata, ancora più difficile.
Si spieghi meglio, perché è più complicata?
Il blocco 3 è composto da 46 alloggi privati da ristrutturare. Gli abitanti saranno spostati in strutture provvisorie e poi rimessi dentro. Ci sarà un'equipe specializzata di operatori della Regione, che è il principale finanziatore.
Ma ci sono stati episodi di intolleranza o tensioni negli ultimi tempi?
Diciamo che, quando i lavori sono stati rallentati a causa del rispetto del patto di stabilità, abbiamo avuto molti segnali d'allarme. La voglia di restituire quel posto alla città, di integrarlo meglio nel tessuto è tanta. Lavoriamo anche sul versante culturale: a ottobre abbiamo fatto una serata a cui hanno partecipato circa 200 cittadini, non solo
chi risiedeva nello stabile. E, a febbraio, una facciata sarà dipinta con un murales già commissionato
La nascita del caso
L'autista ai due pakistani: "Puzzate, andate dietro"
Giovedì scorso, sul bus 91 che da Calderara di Reno va a Bologna, l'autista ha intimando a due giovani pakistani che si erano seduti nei posti davanti, di andare in fondo al bus.
Il motivo? «Puzzate».
I due ragazzi hanno obbedito ma una passeggera e lettrice dell'Unità ha visto tutto ed è andata a discutere con la guidatrice, annotandone il numero di matricola.
Poi, ha denunciato tutto all'Atc e al nostro giornale.
L’Atc ha fatto subito partire un'inchiesta interna anche se l'autista - che avrebbe fornito una ricostruzione in parte discordante con la denuncia - è dipendente della Cosepuri che gestisce alcune linee extraurbane
01 novembre 2009
Dopo il caso sulla linea 91 parlano Morgantini (Cgil) e Rizzi (Bologna2)"
Altri episodi di sospetta intolleranza. E la crisi aumenta il disagio
"Insulti sul bus? E' un segnale: la solidarietà si sta sgretolando"
Giovedì scorso, sul bus 91 che
da Calderara porta a Bologna,
il conducente avrebbe detto a
due pakistani di «andare dietro
perché puzzate». Un episodio
dacui scaturisce l’allarme intolleranza,
acuito dalla crisi.
BOLOGNA
Anjum, uno dei due ragazzi che sarebbero stati insultati, giovedì scorso, dall'autista del bus 91 che da Calderara di Reno va a Bologna (Andate a sedervi dietro perché puzzate..., sarebbero state le parole della conducente), «ha guidato la nostra squadra di cricket al successo ai mondiali antirazzisti del luglio 2008 e 2009 e in diverse altre occasioni», spiega Angelo Rizzi.
Il presidente dell’Associazione per la rinascita dell'area di via Garibaldi 2, quella dello stabile "Bologna
2" di Calderara, scrive una nota per sottolineare che cercherà di convincere i due giovani a chiedere un risarcimento e per annotare altri episodi che provano come i comportamenti intolleranti siano diffusi.
In attesa di conoscere la versione della conducente del 91, che l’Atc ha definito «in parte divergente » con quella della lettrice e passeggera M.F. che ha denunciato all'azienda di via Saliceto e all'Unità l’accaduto, Rizzo segnala alcune occasioni - corredate di data, orario e numero del bus Atc - in cui il mezzo non si sarebbe fermato nelle soste di Lippo Trombone e via Triumvirato (in direzione Calderara): I cittadini fermi ad aspettare erano in gran parte rom. C'entra qualcosa con il fatto che l’autista abbia tirato dritto?.
Il punto, continua Rizzo che, nonostante tutto ciò che è stato fatto in questi anni, sullo stabile di via Garibaldi pesa sempre un pregiudizio. Come se le persone scaricassero le proprie tensioni, le proprie paranoie sul posto. E sugli immigrati che lo occupano e che vedono in giro, percepiti come diversi.
LA SOLIDARIETÀ SI SGRETOLA
Una separazione che, stando al breve viaggio effettuato da l'Unità sulla linea 81 (dal percorso simile alla 91) a volte è anche fisica: immigrati dietro, italiani davanti.
Possibile, nel 2009 a Bologna?
Il bus è sicuramente uno dei mezzi più utilizzato dagli immigrati, è il più economico del resto - osserva Roberto Morgantini, coordinatore del Centro lavoratori stranieri della Cgil -. In generale, comunque ho notato un peggioramento in città, Può darsi sia colpa della crisi. Un po' perché l'italiano in difficoltà pensa: "Prima la devono pagare gli stranieri, la crisi...". Un po’ perché le difficoltà aggrediscono in maniera più dura gli immigrati, insiste Morgantini.
L’esempio è presto fatto: Uno straniero che perde il lavoro perde tutto e, con questa legge, rischia l'espulsione - continua Morgantini -. Intendiamoci, anche se il lavoro lo perde l'italiano è un dramma, ma la rete di relazioni solidali attorno a lui è comunque più fitta.
Il risultato è che, anche nelle fabbriche, da quel che ho sentito - chiude il responsabile Cgil -, mi sembra si stia sgretolando la solidarietà.
E poi, c'è tutto il tema della sicurezza: A livello nazionale, tutto il battage sulle ronde ha di sicuro peggiorato la situazione. Insomma, non va bene.
31 ottobre 2009
Insulti agli stranieri Viaggio sulla linea 81, frequentata da molti immigrati
Bus: paura e pregiudizi
BOLOGNA.
È una sorta di tacito accordo: gli italiani avanti, gli stranieri dietro.
E’ vero – commentano Giovanna e Chiara, pensionate – gli immigrati sono sempre seduti in fondo e gli italiani davanti. E’ sempre così. Forse loro pensano di rispettarci in questo modo. O forse a noi piace dimostrare di avere diritto ai privilegi.
Laatik, marocchino, se la spiega così: Per evitare problemi, per evitare di essere accusati di puzzare o di rubare, preferiamo starcene tutti dietro. È un modo per semplificarsi la vita.
Dopo l'aggressione verbale a due immigrati sulla linea 91, su cui l'Atc ha aperto un'indagine interna, abbiamo fatto un breve viaggio su un'altra linea "di frontiera", una di quelle che collegano Bologna ai paesi della Cintura.
Il racconto dei passeggeri, italiani e stranieri.
Intanto l’Atc ha ricevuto la versione dei fatti del conducente che due giorni fa avrebbe detto a due immigrati di spostarsi (Puzzate).
Riserbo sul contenuto: da via Saliceto spiegano che le due versioni non collimano.
ALLE PAGINA 50-51
Primo piano
Allarme razzismo
Su un bus due stranieri sarebbero stati offesi dal conducente del bus: "Spostatevi, puzzate"
Mentre l'Atc fa accertamenti, i testimoni raccontano storie molto simili a quella
Sulla linea 81 tacito accordo: italiani davanti stranieri dietro
"Io studio, non rubo" "Studio, non rubo", ci dice un ragazzo rumeno
"Litigai con un autista" "Non fece salire una rom. Chiesi perché, disse di farmi i cazzi miei"
Quando la convivenza è difficile. Racconta un rumeno: "Prendo il bus tutti i giorni. Una volta un signore mi ha detto di allontanarmi. "Siete solo capaci di rubare", mi ha accusato. Ma io vado a scuola, non rubo"
BOLOGNA
La linea 81 parte dalla Stazione e arriva a Bagno di Piano, nella bassa, vicino a Longara.
Andata e ritorno, ogni mezz’ora.
Di prima mattina e all'ora dell'uscita dal lavoro si riempie di persone, molte delle quali stranieri.
Una linea multietnica, insomma: sui sedili si incontrano senegalesi e marocchini, filippini e rumeni, bolognesi e moldavi.
Un'immagine apparentemente bellissima, eppure la convivenza non è così facile.
Luciano ha 17 anni ed è rumeno.
Si è trasferito sotto le Due Torri da Roma da soli 10 giorni.
Prendo questo autobus ogni giorno, all'andata e al ritorno – dice – e mi è capitato spesso di essere guardato male. Un giorno mi stavo sedendo vicino ad un signore, e questo mi ha detto si spostarmi, perché ero bravo solo a rubare. Ma io vado a scuola, non rubo.
Paolo, pensionato, aspetta alla fermata con la moglie Carmen.
Un mese e mezzo fa sono stato scippato sul bus – racconta – mentre venivo a Bologna. Non mi sono accorto di nulla, ma ho perso tutto: soldi e documenti. Sono sicuro sia stato uno straniero. Da allora, non lascio mai andare mia moglie da sola, abbiamo paura.
Marco ha 34 anni, lavora all'Alfa Wassermann e da due anni prende quell'autobus due volte al giorno.
Non ho mai assistito ad episodi di razzismo. Ci sono molti stranieri, è vero. Ma non è mai successo nulla.
Dal sedile davanti si alza Loretta, vigilessa in pensione: Gli stranieri salgono senza biglietto, sporchi, non si lavano. Io queste cose non le accetto, non credo sia giusto soccombere a loro.
Sentita la frase, si gira Inga, badante moldava. Ma come si permette – replica – non sono assolutamente d'accordo. Ci laviamo come voi e come voi paghiamo il biglietto.
Loretta scende, vicino all’Ospedale Maggiore: Scusi se sono stata così aggressiva – dice – ma mi hanno rapinata da poco e quando succedono queste cose si è un po’ così.
Dalia ha 20anni ed è nata in Senegal.
E’ arrivata a Bologna da un anno, parla un italiano perfetto e studia Economia all'università.
Un giorno due ragazzi stranieri sono saliti dall'uscita dell'autobus – ricorda -. L’autista si è arrabbiato moltissimo, voleva farli scendere. Gli ha gridato che in quanto stranieri non erano capaci di comprendere le regole italiane e di tornarsene nel loro paese. Qualcuno è intervenuto? Nessuno.
La prima cosa che balza agli occhi è la divisione dei posti: davanti gli italiani, dietro gli stranieri.
Un tacito accordo che sembrano rispettare tutti.
E’ vero – commentano Giovanna e Chiara, pensionate – gli immigrati sono sempre seduti in fondo e gli italiani davanti. E’ sempre così. Forse loro pensano di rispettarci in questo modo. O forse a noi piace dimostrare di avere diritto ai privilegi.
Laatik, marocchino, se la spiega così: Per evitare problemi, per evitare di essere accusati di puzzare o di rubare, preferiamo starcene tutti dietro. E’ un modo per semplificarsi la vita.
La linea 81 ha una sorella gemella: la 91, che arriva fino a Calderara.
Lì di stranieri ce ne sono ancora di più.
Tanto che si è diffusa una sorta di leggenda metropolitana: sul 91 ci si accoltella, salgono persone ubriache fin dalle prime luci del mattino, c’è da avere paura.
Tutti lo dicono.
Ma nei fatti, non è mai successo nulla.
O quasi.
Un giorno l’autobus parte dalla Stazione – dice Giovanni, impiegato in un'azienda di telecomunicazioni -. Una ragazza di etnia Rom chiede all’autista di farla salire, ad un metro dalla fermata. Lui non si ferma. Dopo qualche metro, si arresta al semaforo e una donna italiana bussa alla porta chiedendo di salire. A lei l'autista ha aperto la porta.
Giovanni, allora, si è arrabbiato.
Ma l’autista mi ha detto di farmi i cazzi miei e di non rompere i maroni. Proprio così, lo ricordo bene.
L'Atc: "Versioni in parte divergenti, dobbiamo approfondire"
Atc indaga sull'episodio di razzismo accaduto venerdì sulla linea 91. Ieri è arrivata all'azienda la versione della conducente che ha invitato i due giovani pachistani a sedersi in fondo al bus.
BOLOGNA
Prosegue l’indagine di Atc sull'episodio di razzismo nei confronti di due ragazzi pachistani denunciato da una cittadina giovedì, sulla linea 91 dell’Atc, mentre si recava da Calderara di Reno verso Bologna.
Vogliamo approfondire l’accaduto per evitare che fatti di questo tipo possano verificarsi di nuovo, fanno sapere dall'azienda di trasporti.
Ieri, infatti, è stata raccolta la versione della conducente dell'autobus che avrebbe invitato i due giovani a sedere nei posti in fondo dicendo loro voi puzzate.
Un episodio passato nell'indifferenza di tutti, eccetto che di una cittadina.
Sbalordita, ha chiesto il numero di matricola all'autista per poi denunciare l'accaduto ad Atc e all'Unità.
La versione dei fatti della conducente in parte diverge da quella della reclamante, per questo l'azienda dei trasporti intende approfondire.
Atc, del resto, di fronte a episodi di questo tipo accaduti in passato, una volta accertati, ha sempre agito con rigore, con l'allontanamento dei colpevoli.
Questa volta l'iter deve passare però attraverso Cosepuri, la società che ha la linea in subconcessione e che ha ingaggiato la conducente dell'autobus coinvolta nella vicenda.
Il fatto è così recente che ancora l'indagine deve essere approfondita - spiega il numero uno di Atc Francesco Sutti - ma se dovesse rivelarsi che effettivamente le cose sono andate in questo modo, il caso passerà al vaglio della commissione disciplinare.
LE REAZIONI
Se verrà accertato che è tutto vero si tratta di un fatto di estrema gravità su cui non bisogna passare sopra, per il consigliere comunale Pd Leonardo Barcelo.
Episodi simili, che a volte paiono di scarsa importanza, non devono essere sottovalutati per non far dilagare una mentalità sbagliata, aggiunge Barcelo, rincuorato dal fatto che ci sia stata almeno una voce che ha avuto il coraggio di reagire e di chiarire i fatti.
Gli episodi di razzismo, infatti, non sono rari.
Anche padre Ian Rimboi della Comunità rumena a Bologna, se ne sente raccontare tanti, troppi, dentro e fuori dal confessionale: Ci sono bambini che in continuazione a scuola vengono apostrofati come "rumeni di merda", per non parlare poi delle donne, tante, che quotidianamente sono vessate dalle pesanti molestie sessuali degli uomini che assistono. Sono racconti che mi addolorano profondamente, io cerco di convincerle a denunciare i fatti, così come faccio anche con i genitori dei bambini, ma i rumeni hanno paura, tanta, troppa paura, una paura per me ingiusitificata. E a volte, stanche, le donne, lasciano il lavoro perché non riescono più a sopportare la situazione. Le molestie non sono fisiche, ma psicologiche. Questi uomini chiedono loro di spogliarsi o cose simili... Io non credevo che questa Italia fosse così crudele
LA DENUNCIA
Quell'insulto a due ragazzi pachistani sul bus per Calderara
L'ALLARME Ieri sulle pagine dell’Unità la denuncia di una cittadina che aveva assistito a un episodio di razzismo sulla linea 91 per Calderara.
La signora ha sentito il conducente del bus (una donna sui 35 anni) insultare due ragazzi pachistani: Puzzate, andate a sedere nei posti in fondo.
La testimone ha protestato ma nessuno degli altri passeggeri è intervenuto in loro difesa.
Quindi la segnalazione della signora ad Atc, che ha avviato un'indagine interna precisando però che la linea è data in subappalto a Cosepuri.
Non si tratta però di un caso isolato.
Il vicepresidente del Consiglio stranieri di Bologna è stato ad esempio testimone di un episodio simile lo scorso 3 ottobre: a un ragazzo bengalese salito dalla porta centrale l'autista aveva urlato voi stranieri non capite nulla, tornate a casa vostra
30 ottobre 2009
Indagine interna avviata dall'Atc su conducente della linea 91
Stranieri offesi sul bus
"Spostatevi, puzzate"
BOLOGNA.
Quei due pakistani "puzzavano" troppo.
E dovevano quindi andare a sedersi "nei posti in fondo" per non irritare le narici dell'autista.
Un episodio di razzismo accaduto ieri mattina sulla linea 91 che da Calderara di Reno andava a Bologna.
A denunciarlo all’Atc e all’Unità è stata una signora bolognese, M.F., che ha preso il numero di matricola della donna alla guida del mezzo, difendendo i due giovani stranieri.
Uno di loro, Anyum,conferma: Ci trattava come somari, ma noi siamo persone.
Ed è intenzionato a presentarsi anche lui all’Atc.
L’azienda di via Saliceto ha dato il via a un'inchiesta interna.
La linea 91 è data comunque in subappalto e quindi non si tratterebbe di un dipendente Atc, che comunque intende vigilare sul comportamento di chi lavora sui propri mezzi.
Se confermato, è un episodio grave, osservano i sindacati degli autotrasportatori.
E non è l'unico, visto che, pochi giorni fa, l’autista che aveva insultato, nel 2007, un studente messicano della Johns Hopkins è stato condannato a sei mesi con l’aggravante della discriminazione razziale, e un episodio simile fu denunciato nel 2008.
ALLE PAGINA 50-51
Primo piano
Allarme razzismo
Ieri mattina su un autobus della linea 91. Un caso analogo il 3 ottobre sul centralissimo 19
Una donna denuncia l'autista all'Atc. Una delle vittime: non cerco guai, quindi non ho ribattuto
"Hanno insultato due stranieri
nessuno sul bus ha reagito"
Inchiesta interna. Appena ricevuta la denuncia l'azienda ha avviato un'indagine
Il precedente del 2007. Due anni fa un messicano fu picchiato da un conducente
"Voi due puzzate, spostatevi in fondo all'autobus". Loro forse non capiscono, sicuramente
non vogliono guai. Ma una signora vede la scena, chiede il numero di matricola dell’autista, una donna, e la denuncia.
BOLOGNA
Voi due puzzate, andate a sedere nei posti in fondo....
È quanto si sono sentiti dire "a voce alta" due ragazzi pakistani che avevano appena timbrato il biglietto dall'autista della linea 91, che ieri mattina, verso le 9.45, stava andando da Calderara di Reno a Bologna.
I due giovani mestamente, senza fiatare si sono diretti verso la coda del mezzo, racconta M.F., la cittadina che ha segnalato il caso all’Atc e all'Unità.
Vane le proteste della signora, che però si è fatta dare il numero di matricola dell'autista, una donna di circa 35 anni.
L'autobus è quello che passa dall'ex "Bologna 2", l’edificio di Calderara fatto di microappartamenti dove alloggiano molti immigrati.
Ma la scena fa davvero effetto: Se non è razzismo questo... mi sembrava di essere a Soweto - chiude la signora -. Gli altri passeggeri, statue di sale. Non hanno mosso un dito....
Stessa versione da uno dei due pakistani insultati.
Anyum, da 6 anni in Italia, tra Roma e Bologna: Ci siamo seduti davanti, io stavo parlando al telefonino con un amico - dice lo straniero, che lavora come badante -. Non cerco guai,per questo non mi sono ribellato. Ma così si trattano i somari, e io sono una persona.
UN’INDAGINE INTERNA
La linea 91 è data da Atc in subconcessione: l’autista è ingaggiata da Cosepuri.
Atc, appena appresa la denuncia della passeggera, ha avviato un’indagine interna per accertare i fatti e ora verrà valutata anche la versione dell'autista.
La prudenza è d’obbligo.
«Se confermati, non possiamo tollerare - fa sapere di via Saliceto - eventuali episodi di razzismo.
Non è il primo caso del genere.
Qasim Abbas Syed, vicepresidente pakistano del Consiglio bolognese dei cittadini stranieri, narra di essere stato testimone oculare di un episodio molto simile, il 3 ottobre scorso.
Rientrando dal penultimo incontro del parlamentino di palazzo Malvezzi, Qasim racconta di aver assistito a questa scena: Un giovane bengalese ha cercato di salire al volo dall'ingresso centrale del 19, in via Rizzoli, mentre il bus stava partendo.
L'autista se n'è accorto e ha fermato il mezzo, e lo straniero è quindi passato dalla porta giusta.
Ma a quel punto, dice Qasim, chi era alla guida ha iniziato ad offenderlo.
«Voi stranieri non capite niente », gli diceva, «non avete nessun rispetto per gli altri. Dovete tornare a casa vostra».
E un anziano viaggiatore, invece di prendere le parti del malcapitato, si sarebbe pure messo a dare man forte all'autista.
Mi sono messo in mezzo io a fare da paciere – dice ancora il numero due del Consiglio degli immigrati -, ma il guidatore continuava a dire: "Sono stanco, dopo otto ore di lavoro non voglio vedere cose del genere nel mio Paese".
E menomale che il "crimine" del malcapitato bengalese era stato solo quello di tentare di infilarsi nella porta sbagliata.
Ho provato a parlargli – dice ancora Qasim -, ma non sapeva una parola di italiano. Non sono riuscito a convincerlo a sporgere denuncia.
Lui, in Italia è arrivato nel lontano '94, a 15 anni.Ma Bologna è cambiata parecchio - chiude Quasim -, prima di qualche settimana fa non avevo mai assistito a nulla di simile.
I PRECEDENTI
Nell'agosto 2007 un autista Atc picchiò e insultò uno studente messicano della Jonhs Hopkins che si era attardato sulla soglia dell'entrata del bus 96 per far entrare una persona portatrice di handicap.
La condanna,
emessa dal Gup di Bologna il 23 settembre scorso, è stata di 6 mesi per lesioni, ingiurie e minacce, con l'aggravante della discriminazione razziale.
Un anno fa, infine, Atc sospese un controllore che si era rivolto a una famiglia rom con epiteti come «tu sacco di pulci o cacci il biglietto oppure vieni in questura»: il caso fu segnalato da una lettrice di Repubblica.
"Gravissimo, se vero. Ma quegli autisti sono sotto pressione"
Il sindacalista delle Rdb: Un possibile segnale di imbarbarimento ma su certe linee i conducenti lavorano anche 10-12 ore al giorno
Matteuzzi (Cgil): Episodi di stress, il colore della pelle non c'entra
Le reazioni
BOLOGNA
Sulle subconcessioni avremmo molto da dire. Gli autisti non Atc, ma che guidano mezzi dell'azienda e sono sottoposti al suo controllo, hanno turni più pesanti e paghe inferiori. Inoltre, mentre i dipendenti di via Saliceto hanno un mese di corso obbligatorio dove vengono istruiti sul percorso e anche sul rapporto con l'utenza, quelli "in affitto" hanno giusto un giorno di accompagnamento.
Così Italo Quartu, uno dei coordinatori nazionali delle Rdb-Cub per l'autotrasporto, racconta le differenze fra colleghi che, di fatto, lavorano fianco a fianco tutti i giorni.
E traccia le coordinate di un micromondo, quello dell’autobus, che è per forza di cose specchio della nostra società. Se l'episodio riportato dalla signora è vero è un brutto segnale di imbarbarimento, commenta Quartu non appena appresa la notizia dell'autista che avrebbe intimato di sedersi in fondo al bus a due pakistani che, a suo dire puzzavano.
La linea 91 è sempre stata calda, c’è il residence Bologna 2 - osserva il sindacalista -: una volta, venticinque anni fa, era la linea 7. Si sta verificando lo stesso tipo di situazione degli anni '60 alla Barca e al Pilastro. Allora erano immigrati italiani, oggi sono stranieri, ma l'autobus diventa quasi una linea di confine in cui si scontrano le tensioni di chi, tutti i giorni, lavora in condizioni non sempre ottimali.
Situazioni che portano poi a tirare fuori il peggio di se stessi, aggiunge.
Senza voler cercare giustificazioni alla maleducazione e al razzismo, Quartu osserva che un autista esternalizzato lavora anche 39 ore a settimana per 1.200-1.300 euro, ed spesso "costretto" a fare gli straordinari. C'è chi lavora anche 10-12 ore al giorno, assicura Quartu.
Una lunga esperienza di turno di notte ce l'ha Andrea Matteuzzi, responsabile Atc per la Filt-Cgil, e di cose ne ha viste un bel po', di tutti i tipi.
Il micromondo del bus non è diverso da quello delle strade di Bologna ma anche d’Italia - spiega -: c'è sicuramente un aumento dell'utenza straniera sul bus, dal mio punto di vista è un bene. Ma non credo che si possa legare gli episodi di stress, le tensioni che ci possono essere con i passeggeri al colore della pelle.
Insomma, non c’è un problema razzismo sui mezzi pubblici: Ci sono 1.400 autisti in Atc, se le moltiplichi per le corse che vengono fatti e vai a vedere gli episodi di tensione sui mezzi, la percentuale è bassissima, osserva Matteuzzi.
Non mancano, poi, anche gli episodi che vedono l'autista vittima degli utenti.
E sono stati ripresi dalle cronache.
Non voglio fare certo una difesa corporativa. Ma solo fare presente che, a me è capitato più di una volta, lavorando di notte, tu sei lì, da solo e viene l'ubriaco di turno che ti insulta o è comunque maleducato. Bisogna capire come rispondergli, non è sempre immediato né facile.
Una volta, 20-25 anni fa, l’autoferrotranviere veniva visto come un riferimento dai cittadini - chiude il sindacalista Cgil -. Non è più così da un pezzo. Ma la conflittualità è percentualmente molto limitata.
Il Comune ingaggia writers per recuperare l'ex "Bologna 2"
Non solo Calderara Si pensa di abbellire anche capannoni della zona industriale
Un murales dove rami e strade si intrecciano per creare la scritta Calderara di Reno.
In estrema sintesi, è questo il soggetto del grande graffito che sarà disegnato, forse già il prossimo febbraio, sul muro dell’ex «Bologna 2», il condominio di via Garibaldi 2, a Calderara, spesso teatro di fatti di cronaca.
Una struttura di 194 miniappartamenti che il Comune del centro nell’hinterland bolognese sta tentando di migliorare e integrare con il resto della cittadina, perché oggi viene ancora percepito come un ghetto, spiega il sindaco Irene Priolo.
Dopo le iniziative culturali (l'ultima un'installazione il 9 ottobre scorso), il recupero di 75 alloggi (trasformati in 35 appartamenti di proprietà del Comune), e il trasferimento di famiglie in altre strutture, è la volta dell'arte di strada.
Dado&Stefy sono i due writers che si occuperanno di rendere artistisca la facciata, come già hanno fatto con la stazione del Bargellino e con la sede della Airtec System, piccola azienda - 10 addetti in tutto - che produce trasporti pneumatici per materiali ed esporta le proprie macchine, di colore viola, nel mondo.
Il proprietario della Airtec, Rodolfo Albini, ha prima fatto colorare l'interno del capannone in cui lavora, ora la facciata esterna: Spero che non rimanga una cattedrale nel deserto, volevo dare visibilità e colore all'azienda con un esempio che, spero, sia seguito da altri.
Non è stato facile ottenere le autorizzazioni: il rischio, infatti, è che le aziende per lavori di questo genere debbano pagare una tassa sulla pubblicità.
Un problema risolto per la Airtec grazie alla certificazione rilasciata dalla galleria d'arte Spazio Gianni Testoni.
Il graffito sarà presentato oggi nel convegno "Writers&impresa" nel Teatro Spazio Reno a Calderara.
Ma non è finita: l'assessore alla Casa del Comune di Bologna, Milena Naldi, ha in programma la decorazione di 6 edifici Acer a S.Donato, S.Vitale e Savena.