Asian food


La Repubblica 2001





9 novembre 2001 8 novembre 2001
6 ottobre 2001 23 settembre 2001
21 settembre 2001 19 settembre 2001




9 novembre 2001


La replica dell'Uppi



A seguito della lettera apparsa l'8 novembre su Repubblica desideriamo precisare quanto segue: anche noi vogliamo la riqualificazione di Bologna 2, a patto che i proprietari degli appartamenti vengano tutelati.
Un comitato "fantomatico" sostiene che i proprietari non hanno bisogno di un tutore.
Allora perché venti proprietari hanno deciso di iscriversi all'Uppi?
C'è la necessità per i proprietari di essere tutelati, evidentemente perché i rapporti con il Comune di Calderara non erano poi così tranquilli.
Quando la Regione ha approvato i fondi per il recupero di Bologna 2 c'è stata paura da parte dei proprietari perché sembrava che il Comune volesse un contributo da loro, pena l'obbligo di lasciare l'appartamento.
Ma coivolgere solo i proprietari non è giusto, perché il costo della ristrutturazione è molto alto.
La Regione ha stanziato due tranche da 5 e da 6 miliardi, ma il progetto ne costa 50.
Non è vero che dando retta a noi il Bologna 2 rimane così comìè.
Noi vogliamo realizzare questo progetto e vogliamo essere un anello di congiunzione tra i proprietari e il Comune.

Alberto Zanni, Uppi Bologna




Torna su in questa pagina

Apri la pagina iniziale

BLOG Per la rinascita del Garibaldi 2





8 novembre 2001


Bologna 2 e UPPI



Il presidente dell'UPPI (Unione Piccoli Proprietari Immobiliari), Alberto Zanni, ha rilasciato alcune dichiarazioni a proposito del piano di riqualificazione dell'ex Bologna 2.
Le sue dichiarazioni meritano alcune precisazioni, dato che non abbiamo bisogno di 'tutori' che si improvvisano a parlare a nome dei residenti.
Da tre mesi sono in corso le trattative tra il Comune di Calderara e le proprietà private interessate al programma di riqualificazione.
Nel corso delle trattative sono stati presentati progetti preliminari e ipotesi di costi di una base di appalto.
Non sono stati quindi presentati né progetti esecutivi definitivi, né imposti alle proprietà dei costi di ristrutturazione 'esorbitanti'.
Non è mai stato né scritto né detto che i piccoli proprietari interessati dovranno accollarsi per intero i costi della ristrutturazione.
Non siamo assolutamente preoccupati di essere 'cacciati' dal Bologna 2.
Non ci sembra che ci sia niente o quasi da difendere qua dentro.
Già più di 80 piccoli proprietari hanno sottoscritto una lettera di intenti.
A questi vanno aggiunte le società che già da tempo hanno sottoscritto l'impegno a partecipare al piano di riqualificazione.
Il pressing 'mirato' della magistratura e delle forze dell'ordine da una parte, la possibilità dell'esproprio dall'altra, hanno 'convinto' le piccole e grandi proprietà che speculavano sul degrado a disfarsi rapidamente degli appartamenti.
Non è vero che la società che affittava prevalentemente alle prostitute è fallita: è vero che sta vendendo i suoi appartamenti in modo spregiudicato e al limite della legalità con la complicità di un'agenzia, di alcuni notai e direttori di banche compiacenti.
Ci sono già delle querele che denunciano quest'ennesima speculazione.
Le proposte del presidente dell'UPPI sono riassunte in una lettera dell' 8 ottobre 2001 al sindaco di Calderara: la ristrutturazione è troppo radicale e i proprietari iscritti all'UPPI (7-8 di cui qualcuno si è già pentito di essersi iscritto, non una ventina) non vogliono spendere più di 5 milioni.
Premesso che l'iscrizione all'UPPI non dà il privilegio di spendere solo 5 milioni, va ricordato che il progetto di riqualificazione è stato finanziato dalla Regione come 'progetto pilota per la sicurezza urbana' e tra i programmi abitativi innovativi è stato considerato 'progetto speciale di interesse regionale'.
L'intervento sarà necessariamente radicale.
Il degrado dello stabile è tale che pensare che bastino 5 milioni ad appartamento è semplicemente ridicolo.
Le proposte sostenute dall'UPPI avrebbero come risultato che il Bologna 2 resterebbe così com'ì, nel degrado e senza futuro. E' davvero questo che vogliamo?
Non è possibile essere 'tendenzialmente' d'accordo con la riqualificazione: o si vuole partecipare, ed allora si segue il percorso avviato sinora dal Comune di Calderara, o non si vuole partecipare ed allora si resta fuori dalla porta.

Associazione per la rinascita dell'area di via Garibaldi 2



Torna su in questa pagina

Apri la pagina iniziale

BLOG Per la rinascita del Garibaldi 2





6 ottobre 2001


Bologna 2 e poliziotti



Anche io voglio dire la mia sul Bologna 2 di Calderara.
Il problema è di pubblica sicurezza e come tale va affrontato, al di là delle promesse da parte di tutti.
A questo proposito sarei curiosa di sapere cosa fanno quelle migliaia di baldi ed energici poliziotti e carabinieri addetti all'ordine pubblico che abbiamo visto in azione a Genova, quando non ci sono manifestazioni in giro.

Laura Stefanini

Torna su


23 settembre 2001


La Bomba al Bologna 2



Siamo stupiti e indignati per le affermazioni dell'assessore all'Urbanistica del Comune di Bologna, Carlo Monaco.
Secondo l'assessore Monaco, l'unica soluzione per l'ex Bologna 2 sarebbe quella di metterci una bomba.
La soluzione che enti pubblici e proprietà private stanno progettando è quella di una riqualificazione totale dell'area, oggi completamente nel degrado sociale e urbanistico e in mano alla malavita.
L'attuale immobile, enorme labirinto di corridoi, conta 194 monolocali più altri spazi al piano terra e nell'interrato, frazionato in circa 150 proprietà.
Esso sarà sezionato e destinato a vari usi, pubblici e privati e restituito finalmente a tutti i cittadini del territorio.
Il numero delle proprietà sarà ridotto a quelle che intendono partecipare alla riqualificazione e saranno espulse tutte le proprietà, piccole e grandi, che a vario titolo speculano sul degrado o sono state colluse o conniventi con la malavita.
La malavita, che ha nell'ex Bologna 2 una base internazionale, non opera certamente solo nel Comune di Calderara, ma buona parte della sua attività viene 'svolta' nel territorio del Comune di Bologna.
Gli spacciatori, per esempio, si possono vedere spesso 'al lavoro' anche sotto le finestre di Palazzo D'Accursio.
Lo stabile stesso dista meno di 500 metri dal confine col Comune di Bologna e solo 10 chilometri da Piazza Maggiore.
Abbiamo conosciuto in assemblee pubbliche l'assessore Monaco e lo ricordiamo come un amministratore preparato e competente.
Chiediamo all'Amministrazione Comunale di Bologna di non lasciarsi andare in sterile polemiche, ma di considerare che il piano di riqualificazione dell'ex Bologna 2 ha riflessi positivi su tutto il territorio.

Associazione per la rinascita dell'area di via Garibaldi 2


Torna su in questa pagina

Apri la pagina iniziale

BLOG Per la rinascita del Garibaldi 2





21 settembre 2001


CALDERARA DI RENO

Residenti Bologna 2 'Indignati da Monaco'



Siamo stupiti e indignati per le affermazioni dell'assessore Carlo Monaco per il quale l'unica soluzione per l'ex Bologna 2 sarebbe quella di metterci una bomba.
Gli abitanti del residence di via Garibaldi a Calderara di Reno replicano all'assessore e lanciano la loro proposta: la soluzione che enti pubblici e proprietà privata stanno progettando - spiegano - è quella di una riqualificazione totale dell'area, oggi completamente in mano alla malavita.


Torna su in questa pagina

Apri la pagina iniziale

BLOG Per la rinascita del Garibaldi 2





19 settembre 2001


Monaco: Gestisce in modo centralistico i fondi per la riqualificazione urbana

Casa, guerra Comune-Regione



Scontro tra palazzo d'Accursio e la Regione sui fondi per la realizzazione di case.
L'assessore comunale Carlo Monaco accusa Viale Aldo Moro di penalizzare Bologna sui progetti di riqualificazione urbana e di gestire i bandi in un rapporto clientelare diretto con i privati che fanno domanda.
Parole pesanti alle quali replica l'assessore regionale Pier Antonio Rivola: Monaco è un amministratore scorretto, fa terrorismo, è un talebano. Questa è bassa politica.
Si profila un peggioramento delle relazioni tra la Regione di centrosinistra e la Giunta comunale di centrodestra.
A far litigare i due palazzi sono i miliardi della Regione a sostegno delle politiche abitative - 158 miliardi è la somma fornita dal Municipio - soldi che secondo Monaco dovrebbero essere rimessi a bando coinvolgendo le amministrazioni locali, Comuni e Provincie (Bologna essendo capoluogo farebbe la parte del leone).
La Regione - dice l'assessore di Guazzaloca - dovrebbe limitarsi a legiferare e non gestire direttamente pacchetti di finanziamenti distribuendoli a pioggia su tutto il territorio regionale. Così viene stravolta la legge dell'ex assessore Sandri che finanziava i progetti di riqualificazione urbanistica dei Comuni che mettevano a disposizione dei privati le proprie aree.
Il Comune lamenta anche il fatto di essere stato escluso dalla Regione da una ripartizione di 21 miliardi per un problema burocratico facilmente superabile.
Il tutto, per Monaco, mentre il progetto per la riqualificazione del residence Bologna 2, a Calderara, con procedura d'urgenza ha ottenuto 6 miliardi. Tutti sanno - continua l'assessore comunale - con tutto il rispetto per il sindaco di Calderara che l'unica soluzione possibile per quell'edificio degradato è buttargli una bomba.
Dura la risposta di Rivola: Sfido Monaco a dimostrare ciò che dice. È il Comune di Bologna ad aver dormito non avendo messo a disposizione dei privati le aree, un prerequisito giuridico e non burocratico senza il quale non si poteva procedere ai finanziamenti. Bologna non è privilegiata, ha gli stessi diritti di Pianoro.
Le percentuali fornite dall'assessore Rivola per smentire il collega Monaco, sono queste: il 69% dei fondi regionali vengono destinati alla riqualificazione urbana secondo i progetti degli enti locali con i privati, il 31% dei fondi va alle politiche abitative con bandi regionali rivolti direttamente a soggetti privati.
Francesco Montanari, presidente del Collegio costruttori, definisce inaccettabile l'esclusione di Bologna.
In Regione critiche a Rivola arrivano dallo Sdi di Paolo Zanca.


Torna su in questa pagina

Apri la pagina iniziale

BLOG Per la rinascita del Garibaldi 2