Asian food


Il Resto del Carlino 1998

da ottobre a dicembre


30 dicembre 1998 21 dicembre 1998 15 dicembre 1998 6 dicembre 1998
2 dicembre 1998 29 novembre 1998 24 novembre 1998 22 novembre 1998
20 novembre 1998 18 novembre 1998 14 novembre 1998 11 novembre 1998
10 novembre 1998 9 novembre 1998 7 novembre 1998 29 ottobre 1998
25 ottobre 1998 11 ottobre 1998 2 ottobre 1998 1 ottobre 1998




30 dicembre 1998


CARABINIERE INFILTRATO SMASCHERA UN COVO DI SPACCIATORI A CALDERARA. IL CAPO ERA UN INTERPRETE

Si finge tossico e trova la 'neve'



Un infiltrato nella pista della neve.
Quattro mesi senza divisa e bandoliera per diventare un vero e proprio irriducibile dello "sballo".
Una scelta ad alto rischio fatta d'intere notti assieme alle bande di spacciatori magrebini per scoprire i canali di rifornimento, l'esercito dei "cavalli" clandestini e vedere negli occhi gli insospettabili clienti del vizio.
Tutto per arrivare a lui, al presunto boss che dal bunker del "Bologna Due" gestiva in prima persona il mercato della cocaina e dell'eroina nelle piazze dell'hinterland.
Così fino all'altra notte quando lo 007 dei carabinieri ha gettato la maschera e sono scattate le manette.
Risultato: tre immigrati e un bolognese arrestati per detenzione e spaccio, quasi due etti di coca e 141 grammi di eroina allo stato puro sequestrati.
L'operazione è cominciata all'inizio dell'estate quando i militari della Compagnia Bologna Sud hanno messo le mani su cinque extracomunitari, sospettati di rifornire di neve San Lazzaro di Savena, Ozzano e Monterenzio.
In pratica le piazze che le bande del Magreb, decimate dalle retate cittadine, avevano scelto per tentare di riorganizzare il business.
Ma quei primi arresti e la scoperta di parecchie dosi di cocaina ancora da tagliare hanno insospettito gli inquirenti.
Dalle prime indagini alla decisione di infiltrare un carabiniere del nucleo operativo il passo deve essere stato molto breve.
E giorno dopo giorno i contorni del giro della coca hanno preso forma.
L'altra notte il blitz finale.
I primi a finire dritti in trappola sono stati tre immigrati, tra cui anche il presunto capoclan.
Ramzi Dameni, marocchino di 24 anni, Mohamed Alì Kanfeli, algerino di 22 anni, e il presunto numero uno Faphi Zakaoui, tunisino di 26 anni, domiciliato al residence a luci rosse di Calderara, sono stati arrestati proprio mentre tentavano di vendere un "assaggio" di 28 grammi di coca purissima al carabiniere infiltrato.
L'incontro è avvenuto in via Buozzi, ai confini del quartiere Barca.
La furtiva contrattazione, 150mila lire al grammo per provare quelle dosi di un carico ben più sostanzioso, lo scambio e poi ecco pistola e distintivo.
Serpico è uscito allo scoperto bloccando il terzetto.
Un attimo e sono arrivati i rinforzi con in testa il tenente Giovanni Terranova.
Manette per tutti, via alle perquisizioni domiciliari sotto la direzione del pm Maurizio Passerini.
Le radiomobili dell'Arma, alle 5, sono piombate nel parcheggio del "Bologna Due".
Un gran via vai di divise per l'assalto al quartier generale della mala e un obiettivo ben preciso: conquistare a tutti i costi l'appartamento dove Faphi Zakkaoui abitava da tempo con un giovane bolognese già noto agli schedari della giustizia.
I carabinieri, neutralizzate le lucciole-vedette, hanno fatto irruzione nel monolocale.
Ed è saltata fuori la droga, l'armamentario per il taglio e la divisione in dosi.
Abbastanza per arrestare anche l'inquilino, Fabio Milani di 36 anni.
Oggi le udienze di convalide.


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21 dicembre 1998


L'ONDATA DI CRIMINALITÀ

In regalo la paura

E anche ieri una rapina in profumeria


Rapina in atto, volante Due Torri usa i segnalatori.
Le centrali della polizia e dei carabinieri gracchiano a ripetizione gli allarmi nella città che scivola verso il Natale.
E anche ieri per le forze dell'ordine è stata una giornata di super lavoro.
Furti a ripetizione nei negozi e l'ormai quotidiana rapina in un negozio aperto per feste.
A far la festa al commerciante di turno sono stati due balordi armati di cutter e con il viso coperto.
Sono entrati alle cinque del pomeriggio in una profumeria in via Stalingrado 16 e hanno minacciato la commessa: Fuori i soldi.
Hanno strappato duecentomila lire e poi, uno dei due, ha scelto alcuni profumi e se li è portati con sé.
Poi il solito copione: l'allarme al 113, le note di ricerca, la relazione dei poliziotti.
Anni fa lo scrittore Carlo Lucarelli immaginò un ragazzo non vedente che scopriva Bologna attraverso la radio della polizia.
Oggi quel ragazzo ascolterebbe i ritmi di una città che respira con i battiti della microcriminalità.
La realtà dell'insicurezza fa sentire la cittadinanza impotente davanti ai soprusi della criminalità.
Nelle ultime settimane, man mano che si avvicinavano le festività natalizie, l'allarme è aumentato, fino ad arrivare a quel colpo di pistola sparato contro un orafo in via Marsala da un rapinatore nervoso.
È questa la città che al ministro Rosa Russo Jervolino chiede maggiore sicurezza, la città - ma anche l'hinterland e i suoi comuni - che aspettano la visita della prima donna del Viminale.
E chissà che cosa vorrebbe dire a un ministro un tipo come Stefano Lucarini.
Lucarini non è un politico, ma un ragazzo di 23 anni che due settimane fa ha aperto, assieme a un coetaneo, un negozio di telefoni cellulari a Calderara.
Sabato sera, poco prima di mezzanotte, è passato davanti al suo negozio per vedere se era tutto a posto.
Purtroppo il negozio non era affatto a posto: un ladro aveva appena spaccato con un mattone la vetrata e si apprestava a scassinare le vetrinette.
Lucarini ha messo in fuga il ladro e ha cercato aiuto.
Ma la caserma dei carabinieri di notte è chiusa.
Bisogna chiamare il 112.
La pattuglia è arrivata da Borgo Panigale e poco dopo, su indicazione di alcuni amici di Lucarini che avevano seguito il ladro, i due carabinieri hanno rintracciato il tipo sospetto, un magrebino che vive nel residence Bologna Due.
Ma dopo che lo hanno identificato - racconta Lucarini - i carabinieri sono stati sinceri. Potevo far denuncia, ma sarebbe servita? Quel tipo ha un sacco di denunce sul groppone, ma è ancora libero. Così denuncerò solo il furto, con i sei milioni di danni provocati da quel tizio. La morale? Io non mi sento tutelato in questo paese.
Da Calderara il ministro potrebbe scendere in città.
Nel centro storico, magari in via San Vitale, dove sabato sera alle otto una volante della polizia ha notato un clandestino della Tunisia, di 24 anni, che vendeva hashish.
Il ragazzo è scappato a rotta di collo fino in via Belmeloro, dove gli agenti lo hanno arrestato sotto gli occhi dei residenti.
Piccola criminalità, si dirà.
Lontana dalla vita di tutti i giorni.
Proprio sicuri? Seguiamo i vigili urbani.
Sì, i vigili in borghese della polizia amministrativa che da una settimana passano al setaccio il quadrilatero del centro.
Una ventina di vigili per contrastare il commercio abusivo.
In pochi giorni hanno sequestrato centinaia di foulard, borse 'griffate' (ma false), cappellini, sciarpe, persino orsetti di peluche 'abusivi'.
Tutta roba finita nel deposito del Comune, in attesa di venire distrutta chissà quando.
Oltre ai commercianti irregolari, i vigili hanno usato la mano pesante sui giocatori delle tre carte e delle tre palline.
Multe da 900mila lire l'una agli organizzatori del gioco, ma salassi anche per i passanti che si lasciano abbindolare.
Attenti, i soldi giocati vengono sequestrati.


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15 dicembre 1998


CALDERARA


Un algerino di 29 anni, senza fissa dimora e documenti d'identità, l'altra notte è stato arrestato a Calderara di Reno per detenzione a scopo di spaccio di un paio di grammi di "fumo" e sette pasticche di amfetamine.
L'immigrato, non in regola con il permesso di soggiorno, è stato pizzicato dai carabinieri nel parcheggio del residence "Bologna Due" proprio mentre tentava di vendere la droga a due tossicodipendenti.
La trattativa, il viaggio furtivo per recuperare le dosi nascoste sotto una macchina e poi i lampeggianti, le manette.


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6 dicembre 1998


CALDERARA


Un'altra notte di controlli antiracket sulle strade di Calderara e nel parcheggio a luci rosse del residence "Bologna Due".
E, alla fine, i carabinieri hanno fatto ancora il pieno di lucciole clandestine e magrebini in odore di traffici di droga.
In tutto, gli uomini dell'Arma hanno fermato e denunciato 12 prostitute dell'Est (di cui una minorenne) e 7 immigrati, tra tunisini e marocchini, che avevano 9 grammi di hashish e altrettanti di marijuana già pronti per l'uso.
Guai anche per un automobilista di 22 anni, denunciato per guida in stato d'ebbrezza.


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2 dicembre 1998

Residence a luci rosse
I blitz danno i primi frutti


a pagina 8


CALDERARA

'Residence 2' nel mirino

Un altro blitz dell'Arma stronca il giro d'incontri a luci rosse


Ci sono voluti undici mesi di blitz settimanali con decine di carabinieri in assetto anti-sommossa, per ottenere i primi risultati positivi.
Adesso infatti sembra proprio che le tanti luci rosse del residence "Bologna Due" di Calderara si stiano lentamente spegnendo.
Basta dare una veloce occhiata ai numeri dell'ultimo raid dell'Arma, messo a segno la scorsa notte, per rendersi conto che le organizzazioni del sesso stanno cambiando aria.
Nella rete dei militari sono finiti solo 31 clandestini: 18 giovani lucciole dei Paesi dell'Est e 13 magrebini, quasi tutti già conosciuti alle forze dell'ordine per fatti di droga e sfruttamento.
Un manipolo di "fantasmi", forse gli irriducibili della malavita, che è molto lontano dai dati di febbraio e marzo quando i cellulari del 112 raccoglievano ogni volta 150-170 tra prostitute e pusher extracomunitari.
Insomma la terapia d'urto voluta dal Comitato provinciale per la sicurezza e l'ordine pubblico ha sortito degli effetti più che rassicuranti.
Guai, però, ad abbassare la guardia.
Già - dice Angelo Rizzi, portavoce dei condomini perbene che si sono riuniti in "associazione per la rinascita di via Garibaldi 2" - speriamo che i controlli a tappeto vadano avanti. Almeno fino a quando la Regione si deciderà a fare dietrofront e approvare il progetto del Comune per il recupero generale del nostro immobile.
Per ora, però, da viale Aldo Moro non è arrivato un segnale di ripensamento.
I signori della Regione - va al sodo Rizzi - farebbero bene a uscire dalle loro stanze dorate e venire qui, per vedere cosa siamo costretti a sopportare. Il Comune di Calderara si sta dando da fare per farci sentire cittadini a tutti gli effetti, ma dalla città c'è solo silenzio.


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29 novembre 1998


CALDERARA

Trentun clandestini nel bunker



Calderara, ore 6: ennesimo assalto dei carabinieri al bunker della mala.
Il terzo blitz in un mese per stringere alle corde gli irriducibili dello spaccio e del racket a luci rosse che si nascondono ancora nel residence 'Bologna 2'.
Nonostante gli emissari delle varie organizzazioni abbiano cambiato aria da tempo, gli uomini dell'Arma hanno ugualmente fatto il pieno: 31 clandestini, tra magrebini e 'lucciole' dell'Est, denunciati e trasferiti in Questura per il provvedimento d'espulsione, un tunisino di 31 anni portato in carcere perché sospettato di essere l'esecutore materiale della sanguinosa aggressione che una settimana fa ha spedito all'ospedale un marocchino di 29 anni, cinquanta nomadi sgomberati da altrettanti campi abusivi attorno al palazzone, Monte San Pietro, Zola Predosa e Crespellano.
Senza contare che i carabinieri, coordinati dal capitano Giuseppe Arrigo della compagnia di Borgo Panigale, hanno identificato una ventina di tossicodipendenti e segnalato alla Prefettura sette insospettabili dello spinello.
Il repulisti è stato accolto benissimo anche dagli inquilini perbene che, mesi fa, si sono riuniti in 'Associazione per la rinascita di via Garibaldi 2'.
Sì a queste operazioni - dice il portavoce Angelo Rizzi -, no al silenzio colpevole della Regione che ha bocciato il piano del Comune per il recupero del residence.


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24 novembre 1998

CALDERARA

Topi di vetture in azione a Bologna Due



Tempi duri per i Lupin di periferia.
Soprattutto per i topi d'auto che ormai da tempo hanno trasformato il grande parcheggio del residence 'Bologna Due' di Calderara di Reno in quartier generale delle razzie.
L'altra notte, infatti, tre aspiranti ladri di Hi-fi e occhiali da sole sono finiti direttamente nella rete dei carabinieri.
I malviventi, tutti tunisini, senza documenti ma già conosciuti alle forze dell'ordine, sono stati pizzicati proprio mentre stavano cercando di ripulire cinque macchine.
Abbastanza per fare scattare le manette.
Arrestati anche altri due extracomunitari marocchini, di 24 e 41 anni, che avevano deciso di prendere di mira una villetta.
I portoni blindati della Dozza, infine, si sono spalancati per B.D., di 19 anni, bolognese ma di fatto senza fissa dimora.
I militari l'hanno fermato per un ordine di carcerazione della Procura del Tribunale dei minorenni di Palermo.
Il giovane doveva infatti scontare sei mesi di carcere per una serie di furti commessi nel capoluogo dell'isola.


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22 novembre 1998

CALDERARA

Commando di tunisini "armati" di coltelli



Un'altra notte di paura al residence 'Bologna Due'.
Ma stavolta il commando di immigrati, che avrebbe dovuto rispondere con il sangue allo sgarro di un connazionale, è stato bloccato prima che potesse mettere in atto il piano di violenza.
Risultato: due tunisini, di 26 e 32 anni, con alle spalle una lunga serie di noie con la giustizia, sono stati denunciati a piede libero per possesso ingiustificato di armi da taglio.
I magrebini, che addosso avevano tre coltellacci di genere proibito, sono stati fermati dai carabinieri in uno dei tanti androni bui del palazzone a luci rosse.
Gli uomini dell'Arma, che tenevano d'occhio il viavai di extracomunitari in odore di traffici di droga, erano appostati nel sottoscala quando dal nulla sono comparse quelle due ombre con le lame già in pugno.
Per i carabinieri della compagnia di Borgo Panigale ce n'era abbastanza per uscire subito allo scoperto.
Fermi tutti e gli stranieri, senza via di fuga, hanno gettato i coltelli.
I controlli in tutto l'immobile alla ricerca del presunto obiettivo e poi la lunga notte di accertamenti in caserma.
Con i due tunisini che hanno rimediato delle denunce.


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20 novembre 1998

LA STORIA

Prostitute 'falsarie' per liberare una sorella



SORELLE da marciapiede, ma soprattutto trafficanti di carte di identità false.
Dei documenti abilmente contraffatti che, acquistati in blocco per qualche milione, venivano poi venduti a caro prezzo alle colleghe clandestine.
Cinque, sei milioni sganciati subito, sempre in contanti, e anche l'ultima delle lucciole avrebbe ottenuto un nome e un cognome di copertura da cambiare senza problemi ogni volta che si presentava la necessità.
Un business nato e cresciuto sui viali del vizio di periferia che avrebbe permesso alle sorelle moldave di riscattare (così giurano) la più piccola della famiglia.
Una ragazzina di appena 17 anni, da quasi sei mesi bella di notte a Firenze per pagare gli emissari della tratta delle bianche che l'hanno portata in Italia con l'illusione di un lavoro, di una casa.
L'ALTRA NOTTE, però, il meccanismo si è inceppato.
Irina e Laura, di 18 e 19 anni, per tetto i casolari abbandonati dopo aver vissuto più di un anno sotto la protezione della "Sesso spa" al residence Bologna Due di Calderara, sono infatti incappate in una mega-retata dei carabinieri.
Via Rigosa e dintorni, il quartiere a luci rosse diviso a metà tra Bologna e Zola Predosa, è stato ripulito da cima a fondo.
E anche le sorelline moldave sono finite in caserma assieme ad altre cinque connazionali.
Le ragazze di vita erano tutte tranquille, hanno esibito una a una le carte d'identità sicure di evitare le denunce e i provvedimenti d'espulsione.
SULLE PRIME i carabinieri non hanno scoperto nessuna anomalia.
Poi i primi sospetti.
Uno dei documenti, evidentemente riciclato più volte, era ormai ridotto a uno straccio.
E allora via ai controlli accurati fino ad avere la certezza che tutte quelle carte d'identità erano state falsificate.
Le domande prima discrete e via via sempre più pressanti e alla fine una delle moldave, 21 anni, ha vuotato il sacco.
Per Irina e Laura sono cominciati i guai.
Le due sorelle prima hanno cercato di respingere tutte le accuse, poi sono crollate.
Anche perché nelle borse avevano altri sei cartellini, con tanto di foto, da consegnare a altrettante colleghe-clienti.
È stato allora che è venuta fuori la storia del "doppio lavoro" per liberare la sorella minore di cui, per adesso, gli inquirenti non hanno trovato traccia.
Risultato: sorelle denunciate, cartellini sequestrati e indagini a tutto campo per scoprire la banda dei falsari d'identità.


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18 novembre 1998

SUMMIT IN PREFETTURA SULL'EMERGENZA CASA, MA I MAGREBINI DI VIA DEL PALLONE MINACCIANO

"Non andremo via neanche con la forza"

Secondo i sindaci, chi ha un alloggio in affitto deve tornare; per gli altri si coinvolgeranno le associazioni dei proprietari


Prefetto e sindaci hanno dettato la soluzione: dall'ex scuola di via del Pallone i 129 immigrati magrebini se ne andranno entro il 30 novembre.
Chi già possiede un'abitazione - 42 persone - secondo le stime dei sindaci - dovrà tornare nella propria casa; gli altri, quelli che veramente non hanno un tetto, saranno aiutati dai Comuni di provenienza che potranno affittare appartamenti da mettere a loro disposizione.
Tutto risolto?
Non proprio: lo scenario prospettato ieri sera nella riunione fra Walter Vitali, i sindaci della provincia, le forze dell'ordine e il prefetto Enzo Mosino non è piaciuto agli immigrati di via del Pallone.
La delegazione di magrebini ricevuta dal prefetto al termine dell'incontro ha ascoltato il discorso perentorio di Mosino, ma ha bocciato la linea delle istituzioni.
Lo dimostrino che abbiamo già le case - hanno protestato gli immigrati -. La maggior parte di noi ha lo sfratto, oppure alloggi inabitabili. Non ci muoveremo da via del Pallone, anche se il prefetto ha detto che ce ne dovremo andare a tutti i costi, facendoci capire che ci cacceranno con le buone o con le cattive.
Nervi tesi, insomma.
E dopo l'incontro lampo col prefetto, il gruppo di immigrati-osservatori è tornato in via del Pallone per riunirsi in assemblea con gli altri occupanti.
Fino a quel momento la giornata era trascorsa nell'attesa dell'incontro in prefettura coi sindaci.
Assieme a loro, gli assessori Gianluca Borghi della Regione e Donata Lenzi della Provincia, oltre ai rappresentanti di Uppi e Asppi.
Tutti assieme hanno analizzato le situazioni dei singoli immigrati.
È emerso - ha detto l'assessore Lalla Golfarelli - che fra gli occupanti ci sono tre adulti residenti a Bologna in una casa in affitto e altri 31 adulti che vivono in appartamenti ad Anzola, Budrio, Castenaso, Castiglione de' Pepoli, Crespellano, Galliera, Granarolo, Grizzana, Loiano, Sasso Marconi e Vergato. Altri 8 immigrati abitano nel residence Bologna 2 di Calderara.
L'idea del sindaco è semplice: le famiglie con casa dovranno lasciare via del Pallone per tornare nelle loro dimore.
Le altre potranno approfittare di una sorta di accordo siglato con l'egida del prefetto fra i Comuni e le associazioni dei piccoli proprietari (Uppi e Asspi).
Mosino - ha spiegato Alberto Zanni, presidente dell&à039;Uppi - ci ha chiesto di diventare interlocutori con i nostri iscritti per reperire alloggi sfitti. Noi abbiamo chiesto due condizioni: che siano i Comuni ad affittarli, e che nei municipi si aprano sportelli informativi per le case con funzionari comunali e dell'Uppi.
L'Asspi ha insistito che gli appartamenti vengano affittati applicando regolamenti e garanzie simili a quelli utilizzate dallo Iacp.
Il prefetto non ha lasciato altre vie d&à039;uscita.
Gli immigrati sono ospiti del nostro Stato - ha detto - Noi aiuteremo solo quelli che hanno effettive necessità.
Secondo Mosino, la presenza di famiglie che hanno già case in affitto sarebbe la dimostrazione che l'occupazione di via Rimesse, e poi quella di San Petronio, erano state preparate e istigate.
La riunione di ieri, ha annunciato infine Mosino, diventerà un tavolo permanente per i problemi dell'immigrazione, già previsto dalla legge 40/98.
Anche perché i problemi si accavallano: dopo il caso di via del Pallone - che rischia di esplodere, con un braccio di ferro fra istituzioni e occupanti - bisognerà risolvere la situazione dei 70 nordafricani che hanno occupato un edificio di via Saffi dell'imprenditore Mario Bandiera.


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14 novembre 1998

CALDERARA

Agguato a marocchino,
da vittima a indagato



Una settimana fa venne aggredito e accoltellato da un commando di magrebini negli androni del residence 'Bologna Due' di Calderara di Reno, ieri è stato denunciato per favoreggiamento.
I carabinieri del nucleo operativo della compagnia di Borgo Panigale, da sempre in prima linea per contrastare il muro di silenzio che spesso copre le malefatte che si consumano all'interno del bunker di via Garibaldi 2, stavolta hanno usato la mano pesante.
La vittima dell'agguato, un marocchino di 37 anni con alle spalle una lunga serie di noie con la giustizia, sebbene ferito da otto fendenti alla schiena e al volto, si è infatti rifiutato di ricostruire quella notte di sangue.
Nemmeno una parola sui cinque nordafricani dal coltello facile, nessun cenno al contorno delle prostitute inferocite che si opposero ai militari per coprire la fuga del commando.
Per gli investigatori dell'Arma, che con continui blitz e controlli a tappeto sono riusciti ad arginare la presenza di lucciole dell'Est nei 196 monolocali del palazzone, ce n'era abbastanza quindi per dare un altro segnale forte alla delinquenza straniera.
Risultato: il magrebino è stato denunciato a piede libero per favoreggiamento personale.
Insomma, l'extracomunitario da vittima è diventato indagato a tutti gli effetti.


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11 novembre 1998

CALDERARA

Notte di sangue, via alla protesta

I condomini di Bologna Due, dopo il ferimento di un giovane, chiedono giustizia


Dopo l'ennesimo sanguinoso regolamento di conti tra bande di spacciatori extracomunitari, che l'altra notte ha portato al ferimento di un marocchino di 34 anni, i condomini onesti del residence 'Bologna Due' di Calderara di Reno alzano ancora la voce della protesta.
Ma stavolta i cittadini non se la prendono con il Comune e la Provincia che, dopo anni di discussione, hanno varato il piano di risanamento dell'immobile della vergogna.
La dura invettiva popolare è invece diretta alla Regione, 'colpevole' di avere bocciato proprio il progetto di recupero (da oltre 22 miliardi) che avrebbe ridato dignità a quello che oggi è considerato il bunker della mala.
Abbiamo vissuto un'altra allegra notte di ordinaria violenza - sbotta - Angelo Rizzi, portavoce degli inquilini perbene che hanno fondato il Comitato per la rinascita di via Garibaldi 2 -, Carabinieri, ambulanze, prostitute inferocite che hanno fatto di tutto per coprire la fuga del commando dal coltello facile. Degli esperti regionali, che pigliano fior di quattrini per monitorare il fenomeno a luci rosse, nemmeno la più pallida ombra. Sarebbe ora che i politici, a partire dal presidente La Forgia, uscissero dalle loro stanze e venissero a vedere di persona in che condizioni viviamo. Gli inviti li abbiamo fatti più di una volta, ma ... evidentemente i signori della Regione hanno paura.
Intanto il Comune di Bologna, dal momento che lucciole e spacciatori fanno i 'pendolari' con la città, ha deciso di schierarsi con i colleghi di Calderara.
Motivo: fare da mediatori con via Aldo Moro e arrivare a una rivisitazione del progetto di recupero del 'Bologna Due'.
Speriamo che alle belle parole - continua Rizzi, mentre i carabinieri fanno l'ennesimo controllo in tutti i monolocali del vizio - seguano finalmente i fatti. Auspichiamo che il 'tavolo metropolitano' per il recupero del nostro stabile possa avere un ruolo attivo con i diretti interessati. Con noi che, ogni giorno, siamo costretti a subire violenze e minacce.
E dopo oltre due mesi di sciopero, il comitato ha deciso di riaprire il sito Internet per allargare gli orizzonti della protesta.
'Benvenuti all'inferno', così si chiama la pagina Web, è consultabile al seguente indirizzo:
http://www.geocities.com/SouthBeach/Lights/4238


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10 novembre 1998

MAROCCHINO FERITO A COLTELLATE

Notte di sangue
nel bunker della mala



Un'altra notte di sangue nell'inespugnabile bunker della mala.
Un altro extracomunitario accoltellato per questioni di droga negli androni degradati del residence 'Bologna Due' di Calderara di Reno.
La violenta aggressione è andata in onda poco dopo le 2 quando nei pianerottoli del palazzone della vergogna c'è solo il via vai di lucciole, clienti, tossici e spacciatori dai mille accenti stranieri.
La vittima, un marocchino di 37 anni con alle spalle una lunga sfilza di noie con la giustizia, è stato assalito da un commando di almeno cinque magrebini.
Tutto perchè non avrebbe rispettato la divisione territoriale del mercato della droga.
Le urla, le minacce e poi il vero e proprio regolamento di conti.
Con una decina di prostitute a fare da palo, pronte ad alzare un muro contro i carabinieri.
E così è stato.
Il marocchino, raggiunto da otto fendente alla schiena e alla faccia, è stramazzato a terra in un lago di sangue proprio mentre le sirene dell'Arma arrivavano nel parcheggio.
Troppo tardi.
Gli aggressori sono riusciti a darsela a gambe e il ferito è stato trasportato e ricoverato al Maggiore. Se la caverà in trenta giorni.

CALDERARA

'Dormitorio? Vogliamo vivere'

Il Comune dispone un'indagine e scopre che i cittadini sono pronti a migliorare la situazione


Calderara? Un paese in crescita che, pur assorbendo una bella fetta dei 'fuggitivi' dalla città, fino ad oggi è riuscito ad allontanare lo spettro del comune-dormitorio.
Come? Migliorando sia i servizi pubblici sia il programma di aggregazione sociale, culturale e ricreativa.
Ma se strade, scuola e operato della giunta sono promossi a pieni voti, il sistema dei trasporti lascia a desiderare.
Così com'è in ascesa la preoccupazione collettiva sul tema sicurezza.
Dei nei non imputabili all'amministrazione ma che l'ente locale ha fatto propri per trovare una soluzione in sede metropolitana.
Insomma il sondaggio disposto dal Comune, realizzato materialmente dall BPA di Bruno Poggi su un campione di 712 abitanti, non ha portato alla luce solo l'alto gradimento per tutti i servizi erogati da Palazzo, ma ha anche offerto ai vertici dell'amministrazione dei nuovi spunti per organizzare e migliorare la qualità della vita di Calderara.
Ci interessava capire - spiega il sindaco, Massimo Reggiani - se in questi anni il Comune aveva fatto un buon lavoro. E i risultati, oltre a essere buoni, sono interessanti: i cittadini hanno apprezzato gli sforzi dell'amministrazione, promuovendo anche i programmi della manutenzione che di solito sono il tallone d'Achille dei Comuni, e ci spronano a fare pressioni per migliorare la rete dei trasporti Atc. In materia di sicurezza abbiamo poi scoperto che i timori non provengono dalla presenza del 'Bologna Due', ma dall'avanzare della microcriminalità. Un esempio? il 40 per cento degli intervistati ha detto di essere stato vittima di un reato commesso in città. A Calderara, infatti, solo 11 abitanti su 100 hanno subito un danno in un anno.
Il disco verde c'è soprattutto per le scuole.
Per l'84 per cento dei cittadini l'asilo nido è ottimo e per il 66 per cento anche la materna offre un buon servizio.
C'è invece poco interesse per le attività di volontariato.
Se si escludono le associazioni sportive e i gruppi parrocchiali (la partecipazione dei cittadini è rispettivamente dell'8,3 e 6,8 per cento), la maggior parte degli abitanti (oltre il 36 per cento) presta il tempo libero fuori comune.
Grande successo, infine, per l'operato degli uffici comunali.
In particolare per l'anagrafe e l'ufficio relazione con il pubblico.
E poi una pioggia di applausi per la decisione del Comune di dichiarare guerra alle zanzare, per tanti anni l'incubo delle notti estive dei calderaresi.
Il disco rosso è dunque solo per i trasporti pubblici: il 23 e il 28 per cento degli intervistati hanno infatti giurato di essere non e poco soddisfatti delle linee degli autobus.
Una grana che il sindaco porterà in sede di conferenza metropolitana per trovare un nuovo accordo con l'Atc.
Anche per evitare che 75 abitanti su 100 usino sempre e comunque la macchina per andare a lavorare.


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9 novembre 1998

Marocchino accoltellato
Regolamento di conti



Ancora sangue e paura nel residence 'Bologna Due' a Calderara.
L'altra notte un immigrato marocchino di 34 anni è stato accoltellato e abbandonato su un pianerottolo.
L'uomo, che ha detto ai carabinieri di chiamarsi Alì Namouchi, è stato trasportato al pronto soccorso dell'ospedale Maggiore, dove è stato poi ricoverato.
Le sue condizioni non sono gravissime: i medici hanno riscontrato ferite di armi da taglio al viso, alle gambe e ai glutei.
Ne avrà per almeno 20 giorni, secondo la prima prognosi.
L'immigrato, che risulta essere clandestino e senza fissa dimora, sarebbe stato accoltellato durante una rissa scoppiata poco dopo mezzanotte nel residence.
I carabinieri non escludono che l'accoltellamento sia da inquadrare in un regolamento di conti fra bande rivali.


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7 novembre 1998

CALDERARA

La mala barricata al residence

Notte violenta al 'Bologna Due': immigrati e 'lucciole' difendono uno spacciatore


Un extracomunitario arrestato per furto d'auto con inseguimento del 112, un altro immigrato finito dietro le sbarre perché ha trasformato il monolocale in market della cocaina, una lucciola di colore in manette per avere picchiato un cliente per poter poi saldare un debito milionario con la 'Sesso spa'.
Tutto nel giro di pochissime ore.
L'ennesima notte di ordinaria violenza che fa del residence Bologna Due di Calderara di Reno un vero e proprio bunker della malavita.
Tanto più che stavolta il blitz è stato ostacolato da decine di prostitute inferocite e cinque emissari delle bande di spacciatori pronti a tutto pur di far scomparire la 'neve'.
Il caos è cominciato intorno alle 2 quando gli 007 dell'Arma, durante la solita ronda nell'area di via Garibaldi, hanno visto un gran viavai di drogati e vecchie conoscenze.
Meglio controllare, devono aver pensato quelli del nucleo operativo della compagnia di Borgo Panigale.
Risultato: tre tossicodipendenti, che addosso avevano quattro bustine di cocaina pura e grezza, hanno spifferato nome e cognome del pusher.
E i carabinieri sono passati all'azione.
Ma, appena dentro al palazzone della vergogna, le divise hanno cozzato contro un muro di prostitute su tutte le furie e di magrebini dal coltello facile.
Il putiferio.
Tant'è che i militari hanno dovuto farsi strada a forza per raggiungere l'appartamento in odore di spaccio.
La porta sfondata, il presunto trafficante bloccato: ma la cocaina era già stata gettata nei lavandini, nel wc.
Agli inquirenti sono però bastati i residui e i racconti dei clienti per incastrare M.S., marocchino di 18 anni.
Pochi istanti e nel parcheggio un magrebino, Z.A., di 21 anni, ha rubato una Fiat Uno per sfuggire ai controlli.
Inutile.
Un chilometro di inseguimento e lo straniero è stato ammanettato.
Poi, quando sembrava essere tornata la calma, da uno degli androni è sbucata un'ombra.
Un siciliano d 26 anni, pesto e sanguinante.
Una 'lucciola' del Camerum al posto della prestazione particolare gli ha rifilato pugni e graffi.
Tutto per rapinare 850mila lire, l'ultima quota che avrebbe dovuto versare ai boss del vizio per non essere piuù schiava del marciapiede.
Ma il suo sogno è finito in una cella della Dozza.


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29 ottobre 1998

LA DENUNCIA

Racket elemosine:
'Ogni giorno devo consegnare 250 mila lire'



È A LUI che devo dare tutti i soldi. Quasi 250mila lire al giorno e a me lascia solamente le briciole.
Maria (la chiamiamo così per motivi di riservatezza) oggi ha 25 anni, ma quando fuggì dalla Jugoslavia in guerra cercando scampo a Bologna era poco più di una bambina.
Una vita d'inferno la sua: le baracche sul Reno, quattro anni di sfruttamento ai semafori del centro e poi altrettanti in via Marco Emilio Lepido.
Ma ieri, quando i carabinieri hanno fatto irruzione nel residence "Bologna Due" di Calderara.
Maria ha trovato la forza per denunciare uno degli emissari del racket delle elemosine.
UNO SLAVO di 34 anni in regola con il permesso di soggiorno che, in cambio di vitto e alloggio in roulette sgangherate e catapecchie, costringerebbe i suoi protetti agli incroci di mezza città.
Tra donne e bambini - dice Maria - siamo una dozzina. Siamo obbligate a tutto: chiedere la carità fingendoci zoppe, lavare i vetri delle automobile, vendere mazzolini di fiori di campo o fazzoletti di carta comprati a poco prezzo nei supermercati. L'importante è portare a casa tanti soldi. Ma a noi danno gli avanzi: quando va bene 30mila lire al giorno, se lavoriamo dall'alba alla notte.
MARIA HA APPENA finito di svelare tutti i retroscena del business delle elemosine ed è già pronta per una nuova giornata a uno dei semafori di Borgo Panigale.
Da oggi - continua - senza dovere rendere conto a nessuno. Ho bisogno di soldi, voglio tornare a csa mia, in Serbia. Là ci sono tutti i miei parenti, i miei fratelli. Trovare un lavoro in regola? Ci ho provato tante volte ma... Ma la gente ha sempre pensato che gli slavi sono dei ladri, dei delinquenti nati. È per questo che sono finita ai semafori.


RETATA DEI CARABINIERI

Al Bologna Due
è blitz continuo



Calderara, ore 6: assalto al palazzo della vergogna.
L'ennesimo repulisti generale, il quarto in soli due mesi, con un esercito di carabinieri a setacciare i sei piani a luci rosse e un elicottero a controllare dall'alto le possibili vie di fuga.
Ma ieri mattina nessuno ha cercato di darsela a gambe con la droga, lanciandosi dai balconi.
Il residence "Bologna Due" stavolta ha alzato bandiera bianca.
Il bunker della mala, per anni teatro di sanguinosi regolamenti di conti tra bande di spacciatori magrebini e terminal delle organizzazioni del vizio, adesso è ridotto a un colabrodo.
La resistenza a oltranza dei condomini onesti (per lo più pensionati e operai), la morsa dell'Arma e l'ordinanza anti-prostituzione sembra che abbiano dato finalmente dei risultati positivi.
Se fino a pochi mesi fa, infatti, i 196 monolocali erano per la metà affittati a lucciole e clandestini dai mille accenti stranieri, ieri la maggior parte degli appartamenti a luci rosse erano completamente disabitati.
Lucciole.  Poche, 26 in tutto e già fotosegnalate da tempo.
Di novizie del marciapiede e di clandestine forzate del sesso nemmeno la più pallida ombra.
La legge dei numeri ha dato quindi ragione all'azione di prevenzione e repressione intrapresa all'inizio dell'anno per ordine del Comitato provinciale per la sicurezza.
Le maxi retate, come quella di agosto con 140 prostitute identificate e poi denunciate perché senza permesso di soggiorno, sembrano appartenere solamente all'album dei ricordi.
Ma i carabinieri avvertono: Guai a mollare, ad abbassare la guardia. Altrimenti tra un mese siamo ancora da capo. I blitz continueranno fino a quando la situazione non sarà tornata alla normalità.
Spacciatori.  In caserma è finito solo un tunisino di 30 anni, sospettato di essere uno degli irriducibili corrieri della banda di Sfax (la città africana che ha sfornato il maggior numero di clandestini che a Bologna hanno poi innescato la guerra dello spaccio).
Nel suo monolocale, i carabinieri hanno scoperto una borsa con un etto e 25 grammi di eroina purissima, pronta per essere tagliata. Tanto da mettere nei guai seri l'extracomunitario, più volte denunciato e arrestato per traffici stupefacenti.
Di immigrati clandestini e di emissari violenti delle bande dei pusher, nessna traccia.
Residenti.   Anche se i carabinieri hanno svegliato tutti all'alba, i condomini perbene hanno accolto le divise a braccia aperte.
Se non si fa così - hanno detto due coppie di pensionati - non si risolve un bel niente. Meglio essere tirati giù dal letto dai carabinieri che dalle grida e dagli spari di tutti i nostri vicini spacciatori.
Ma oltre ai militari, ieri sono arrivate anche le parole di solidarietà del Comune di Bologna.
Palazzo D'Accursio ha infatti deciso di schierarsi a fianco dell'amministrazione di Calderara che si è vista bocciare dalla Regione il piano di recupero generale del "Bologna Due".
Il gran consiglio presieduto da Vitali oggi chiederà a La Forgia & C. di promuovere un tavolo per mettere nero su bianco il risanamento dello stabile.
È un fatto positivo - dice Angelo Rizzi, portavoce dei residenti costituitisi in associazione -. Speriamo solo che non siano le solite promesse a vuoto. Qui c'è da ridare dignità a via Garibaldi 2. Le belle parole, i tavoli di concertazione devono trasformarsi in realtà. Noi non abbiamo bisogno di sogni.


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25 ottobre 1998

CALDERARA

Droga market nel parco

I residenti del Bologna 2 accusano: All'opera nuove bande


La Regione ha detto no ai 22 miliardi necessari per risanare il residence 'Bologna 2' di Calderara di Reno e la malavita continua a tenere sotto controllo il palazzone della vergogna.
Ma c'è di più.
Tutti i condomini onesti, che hanno dato vita a una vera e propria associazione 'Per la rinascita dell'area di via Garibaldi 2', denunciano che lo stabile è invaso da nuove bande.
Dei gruppi di magrebini - fa sapere il portavoce dei residenti, Angelo Rizzi - hanno trasformato il parco attorno all'immobile in supermercato della droga. Senza contare che parte dei giardini sono sempre più spesso alcove proibite per lucciole e clienti.
Dopo la bocciatura della Regione, anche il Comune ha alzato la voce chiedendo giustizia.
E l'amministrazione di Bologna ha preso a cuore il problema per fare pressioni sulla giunta di via Aldo Moro.
Domani pomeriggio, il caso 'Bologna 2' sarà esaminato dai consiglieri e dal sindaco Vitali.
Obiettivo: stilare un documento unitario da inviare a La Forgia & C. per chiedere la revisione della decisione che rende inutili gli sforzi per riportare il residence in un regime di legalità.
Intanto, i condomini alzono la voce e minacciano di scendere in piazza per rivendicare il diritto a una vita normale.
Cittadini e istituzioni - sottolinea senza mezzi termini Rizzi - devono dare una risposta forte al silenzio colpevole della Regione. Invece di spendere 800 milioni in progetti di monitoraggio della criminalità, il presidente La Forgia potrebbe venire qui da noi per vedere con i propri occhi come operano le bande di spacciatori, le organizzazioni del sesso e gli sbandati che per l'eroina scippano, rubano, aggrediscono gli anziani.
I residenti sono infuriati e rincarano la dose: Basta con i convegni inutili e le belle parole. Basta con le promesse fatte sotto la luce dei riflettori delle tavole rotonde che finiscono poi con il gioco dello scaricabarile.


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11 ottobre 1998

RESIDENCE 'BOLOGNA DUE'

Comune e cittadini furiosi con la Regione:
Ci lascia nel degrado



Tutti contro la Regione.
Dopo il Comune di Calderara anche Palazzo D'Accursio spara sulla giunta di viale Aldo Moro, colpevole di avere bocciato senza riserve il piano di recupero del residence "Bologna Due".
Un progetto faraonico da 22 miliardi che, però, avrebbe garantito un repulisti generale in tutti i sei piani del palazzone della vergogna.
Eppure La Forgia & C. hanno detto no, preferendo investimenti nei restauri di altri immobili pubblici da destinare ai progetti per l'edilizia sociale.
Ma la scelta della Regione non è passata in silenzio.
E sono fioccate le proteste: la Provincia ha organizzato un dibattito pubblico sotto le torri della Fiera, il Comune di Calderara di Reno ha mobilitato i parlamentari, i residenti onesti del condominio a luci rosse hanno manifestato in piazza.
E, l'altro giorno, è toccato alla Commissione affari generali e istituzionali di Palazzo D'Accursio.
Meno di mezz'ora di discussione e l'ordine del giorno dei consiglieri Veronesi, Caracciolo, Pellegrini, Raisi, Gattuso, Mazzanti e Bianchi è passato all'unanimità.
Lunedì toccherà al consiglio votare il documento per chiedere alla Regione di riesaminare con attenzione il progetto di recupero dello stabile.
Lo spirito del documento - commenta il consigliere di Alleanza Nazionale, Enzo Raisi - è stato recepito in toto anche dalla maggioranza. Ma ci è stato detto che la richiesta dovrà subire delle modifiche. Anche perché il progetto doveva rientrare nei parametri di un finanziamento statale ben preciso che è già stato approvato e non suscettibile di cambiamenti. Resta, comunque, il fatto che la maggioranza ha proposto di presentare al consiglio comunale e alla Regione un documento unitario. Vedremo ... In gioco non c'è solo il degrado del residence, ma la vivibilità di tutta la città. Non dimentichiamoci che il "Bologna Due" è ormai da tempo ricettacolo abituale di delinquenti e spacciatori.
Intanto, a Calderara, il Comitato per la rinascita dell'area di via Garibaldi 2 affila le armi della protesta.
Invitiamo tutti i nostri sostenitori - taglia corto il portavoce dei condomini perbene Angelo Rizzi - a tempestare di messaggi il sito Internet della Regione. Ci hanno silurato senza un perchè, preferendo restaurare case attualmente disabitate. Insomma siamo stati dimenticati anche dalle istituzioni.
I residenti sono su tutte le furie e, dopo l'ennesimo volantinaggio che ieri ha invaso la statale Persicetana, lanciano strali contro la giunta di La Forgia.
I burocrati - continua a ruota libera Rizzi - dovrebbero uscire dalle loro stanze dorate. Anzichè finanziare progetti milionari sul monitoraggio della prostituzione e della delinquenza, i nostri politici dovrebbero venire qui di persona a misurare il grado di micro-criminalità. Ma forse hanno paura di sporcarsi troppo le scarpe.


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2 ottobre 1998

PROSTITUZIONE

Cinque moldave si ribellano alla 'zia' serba



Gestiva cinque ragazze moldave poco più che ventenni, arrivate in Italia da pochi giorni e già mandate sulla strada a prostituirsi.
Ma le cinque 'lucciole' per caso non hanno retto a quella vita e alla prima occasione hanno denunciato la maitresse ai carabinieri di Borgo Panigale.
E così la donna, una serba di 35 anni, Svena Latas, è stata sottoposta a fermo di polizia giudiziaria.
La presunta sfruttatrice è stata trovata a bordo della Volvo del convivente, un giovane tunisino: l'uomo è stato denunciato perché aveva con sé un coltello di genere proibito.
Nella sua abitazione i carabinieri hanno recuperato tre passaporti appartenenti alle 'squillo'.
Un'altra slava (una bosniaca di 27 anni) è invece ricercata per sfruttamento della prostituzione, estorsione e minacce: è stata denunciata da sei prostitute slave e moldave.
Il fermo della serba non è che uno dei provvedimenti scaturiti dopo l'ennesimo blitz al residence Bologna Due dell'altro giorno, quando i carabinieri hanno controllato 320 persone, individuando 57 stranieri clandestini che sono stati espulsi.
In un appartamento abitato da una famiglia di marocchini, i carabinieri hanno trovato due pecore che servivano per festeggiare la Pasqua islamica.


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1 ottobre 1998

IL FATTO

Asce e coltelli nel residence della vergogna



L'assedio è cominciato l'altro pomeriggio con decine di poliziotti che hanno controllato gli sbandati e i drogati alla ricerca del 'buco' nel parcheggio della vergogna.
In serata è toccato invece al consiglio comunale di Calderara che, in barba al secco no della Regione, ha definitivamente adottato il piano di recupero del palazzone del vizio.
All'alba, l'offensiva vera e propria.
L'ennesima, la seconda nel giro di appena due settimane, per tentare di ripulire il residence 'Bologna Due' di Calderara.
Più di 200 carabinieri hanno infatti passato al setaccio i sei piani dello stabile, tutti i 196 monolocali, di cui quasi la metà affittati a prostitute, pusher e clandestini dai mille accenti stranieri.
E i risultati non sono mancati.
Gli uomini dell'Arma hanno scoperto tre case chiuse, una sessantina di 'lucciole' (una dozzina di nazionalità albanese oggi saranno rimpatriate) senza permesso di soggiorno, trenta extracomunitari già colpiti da fogli di via ed espulsioni, qualche dose di eroina, una pistola calibro 7,65 e un vero arsenale di armi bianche.
Una ventina di coltellacci e asce, le affilate lame in dotazione alle bande di spacciatori magrebini.
Abbastanza per fare scattare una decina di denunce per altrettanti stranieri in odore di mafia del Magreb.
Il repulisti generale è stato molto ben accolto dai condomini perbene che, mentre i carabinieri facevano i controlli, hanno distribuito volantini di protesta contro la Regione.
Di fronte all'impegno del Comune - dice Angelo Rizzi, portavoce del 'Comitato per la rinascita di via Garibaldi 2' - che ha adottato il piano di recupero promettendo di reperire i circa 22 miliardi necessari con altre forme di finanziamento, e alla grande disponibilità di Prefettura e forze dell'ordine è gravissimo che la Regione ci abbia silurato. I burocrati di via Aldo Moro, dopo tante promesse, hanno bocciato il progetto di risanamento del residence dando invece l'ok al recupero di veri ruderi disabitati di altri comuni. È una vergogna.
I residenti sono su tutte le furie e promettono battaglia: I signori della Regione, presidente e tecnici in testa, perché non escono dalle loro stanze dorate per venire a vivere qui con noi, nel degrado? Basta con le scelte di comodo fatte alle spalle dei cittadini onesti.

E 11 albanesi vanno a casa


Continuano a ritmo serrato le espulsioni di cittadini stranieri che vivono in Italia da clandestini.
Anche ieri sono tornati in patria in aereo, dopo essere stati fermati dalla polizia e dai carabinieri, undici albanesi.
Quattro di loro (due uomini e due donne) sono stati rintracciati dai carabinieri nel residence 'Bologna Due' a Calderara di Reno, mentre gli altri sette (sia uomini che donne) sono stati fermati dalla Squadra mobile.
Ieri mattina la polizia ha infatti controllato alcuni luoghi abitati da stranieri, sia casolari sia alberghi, trovando sette persone senza documenti in regola.
Fra di loro ci sono anche alcune ragazze albanesi costrette a prostituirsi.
Per tutti è scattato l'espatrio: l'ufficio stranieri della Questura ha identificato gli undici clandestini e poi gli agenti li hanno accompagnati al 'Marconi'.
Negli ultimi tempi si sono moltiplicate le espulsioni, grazie agli accordi bilaterali fra l'Italia e alcuni Stati balcanici.


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