1.4.1. La creazione della realtà è finalizzataOra lasciamo da parte i fattori che comportano una distorsione involontaria della realtà nel trattamento delle notizie e passiamo a considerare come la professionalità giornalistica, attraverso le sue pratiche, operi una ricostruzione della realtà sociale.
1.4.2. L'eccedenza culturale
1.4.3. La professionalità giornalistica e la costruzione sociale della realtà
"vi sia un insieme di cose che sono realmente accadute e che questo insieme costituisca la base su cui operare una selezione" (MOLOTCH e LESTER, tr.it.1980, 207).La loro idea è che "ciò che sta realmente accadendo coincida con ciò di cui la gente si occupa" (MOLOTCH e LESTER, tr.it.1980, 207).
"tende ad allontanarsi progressivamente dalla realtà, fino a suggerire una quasi-realtà che ha forti connotazioni nell'ambito dell'immaginario e del simbolico" (LIVOLSI, 1984, 233).I giornalisti operano un processo di trasformazione qualitativa su un materiale informativo già ridotto e selezionato in precedenza da fonti ed agenzie.
"l'agire individuale o,ancor prima,il progetto esistenziale sembrano presupporre maggiori possibilità di realizzazione di quanto siano possibili nella realtà" (LIVOLSI,1984,251).
"reintrodurre, più o meno implicitamente, una concezione della realtà sociale come qualcosa di esterno o di autonomo rispetto alle pratiche giornalistiche, di cui queste ultime fornirebbero-almeno in alcuni casi-una versione surrogatoria o approssimativa od evasiva" (GROSSI, 1985, 379).Il secondo modello, invece, prevede che siano i media a creare la realtà sociale, in quanto quest'ultima diventa visibile ed interpretabile solo se mediata e costruita all'interno delle pratiche giornalistiche.
"il ruolo socialmente legittimato ed istituzionalizzato-per competenze riconosciute e riconoscibili all'interno di apparati produttivi specializzati-a costruire la realtà sociale in quanto realtà pubblicamente e collettivamente rilevante" (GROSSI, 1985, 383).L'orizzonte dell'attività giornalistica deve cioè essere essenzialmente pubblico.
"quell'attività specialistica di costruzione della realtà sociale che si presenta come un'oggettivazione di secondo grado (delle routines cognitive, degli schemi interpretativi e dei significati), cioè come una ulteriore costruzione di realtà che si aggiunge ad altre costruzioni di realtà, integrandole e generalizzandole in una referenzialità pubblica e collettiva" (GROSSI, 1985, 384).Gli eventi vengono sì decontestualizzati e poi ricontestualizzati nei formati dei media, ma, prima di tutto questo, gli eventi sono costruiti nelle pratiche sociali ed individuali.
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Cap.1.1 IL giornale e il suo linguaggio |
Cap.1.2 Giornalismo e obiettività |
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Cap.1.3 Notizia e routines produttive |
Cap.1.4 Costruzione sociale della realtà |
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