1.2.1. I vincoli redazionali
1.2.2. Due modelli di giornalismo negli Stati Uniti: il gatekeeper ed il difensore
1.2.3. Giornalismo anglosassone ed italiano a confronto
1.2.4. L'obiettività è solo un rituale
1.2.5. L'ideale dell'obiettività in Italia: limiti e proposte
1.2.6. L'obiettivismo spettacolare
1.2.7. Crisi della professione giornalistica
"credibilità collettiva dell'informazione, di cui l'autonomia è solo una componente, accanto alla imparzialità, alla completezza, alla accuratezza e, naturalmente, a comportamenti eticamente corretti di chi la pratica" (BRANCOLI, 1994, 19).
"si tratta di decidere qualcosa che va al cuore insieme del problema e della funzione stessa del giornalismo. Si tratta di decidere da che parte questo si colloca, se da quella del cittadino-lettore o da quella dei poteri forti della società, politici ed economici" (BRANCOLI, 1994, 298).
"quando sono oggetto di attacchi per una presentazione controversa dei fatti, i giornalisti invocano la loro obiettività quasi come un contadino dell'Europa del sud fa appello allo spicchio d'aglio appeso al collo per scacciare gli spiriti maligni" (TUCHMAN, tr.it.1985, 191).
"il concetto di obiettività presuppone un oggetto ossia una realtà esterna al soggetto e indipendente da esso, una realtà che può essere conosciuta senza subire modifiche. Obiettività significa infatti corrispondenza tra la realtà conosciuta e la realtà effettiva" (LEPRI, 1986, 132).
"un limite basso dell'obiettività che consiste nel separare notizia e commento; nel dare almeno quelle notizie che circolano via agenzia; nel chiarire se su una notizia vi sono valutazioni contrastanti; nel non cestinare le notizie che appaiono scomode; nell'ospitare sul giornale, almeno per i fatti più vistosi, commenti che non concordano con la linea del giornale; nell'avere il coraggio di appaiare due commenti antitetici per dare la temperatura di una controversia, ecc." (ECO, 1979, 18).
"questo non significa che non ci si deve sforzare di raccontare il fatto rispettando, quanto più possibile, gli elementi che lo compongono; cercando,quanto più possibile,di lasciare da parte le proprie idee e i propri sentimenti; compiendo, quanto più possibile, il proprio dovere di mediatori imparziali" (LEPRI, 1986, 136).
"la massima approssimazione possibile all'effettivo svolgimento del fatto così come è concretamente ricostruibile, in quella determinata circostanza, mediante la rappresentazione logica ed organica degli elementi a disposizione" (CASELLI, 1976, 214).
"trovare l'unico modo di obiettività possibile, la assunzione scoperta, da parte di ogni organo di informazione della propria prospettività e del proprio diritto-dovere (finalmente non coperto e occultato) di interpretare i fatti" (ECO, 1979, 33).
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Cap.1.1 IL giornale e il suo linguaggio |
Cap.1.2 Giornalismo e obiettività |
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Cap.1.3 : Notizia e routines produttive |
Cap.1.4 Costruzione sociale della realtà |
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