| La Battaglia Partigiana di San Marcello è stata raccontata in diversi testi, in particolare in 'Paruzzaro, Storia, Arte, Terra e Società,' 2001, Autori Vari
Noi abbiamo ascoltato direttamente i ricordi di un protagonista di quei giorni del marzo 1945, 'Paulin' Gentina di Paruzzaro. Paulin ricorda con orgoglio che era 'Staffetta Partigiana'. Alla fine di marzo, sempre secondo il Paulin, nella zona si erano concentrati circa 500 partigiani che dal monte stavano scendendo al piano. I fascisti e ancor più i tedeschi erano bene armati, anche con mezzi blindati. La popolazione aveva paura delle rappresaglie, perché i tedeschi e i fascisti uccidevano 10 persone per ognuno di loro che veniva ucciso. I partigiani erano attrezzati per la guerriglia, non per la guerra, come invece i tedeschi, che erano molto più armati. Il 28 marzo 1945, 'Paulin' era a casa sua, nella frazione 'Cascine' di Paruzzaro. Ha sentito delle gran sparatorie. All'arrivo dei tedeschi e dei fascisti, provenienti da Arona, popolazione e partigiani furono presi dalla paura dei rastrellamenti. Saltò il coordinamento tra le staffette e i comandi partigiani. La strage poteva essere anche peggiore. 'Paulin' ci ricorda anche che negli anni successivi alla fine della guerra la Commemorazione della Battaglia di San Marcello era gestita direttamente dai Partigiani (alcuni ancora in armi) compreso il controllo del traffico sulle strade. |