NOTE CAPITOLO 1




1  Le forze individuate sono: Vedi CAVALLARI, 1990, 253.

2  Per un'analisi dei concetti di forma e contenuto, vedi HJELMSLEV, tr.it. 1968.

3  Questo schema a sei funzioni è preferito da A.Cavallari ad altri a tre o quattro funzioni, perché è più completo e tiene conto del processo produttivo più che dei suoi effetti psicologici.

4  Per quanto riguarda il linguaggio umano, sono state individuate sei funzioni: Vedi JAKOBSON, tr.it. 1966, 185 sgg.

5  Secondo H.Molotch e M.Lester, invece, bisogna superare il concetto di percezione selettiva, in quanto non vi è una base di cose realmente accadute su cui operare una selezione, ma la realtà coincide con ciò di cui si occupano i media. Vedi MOLOTCH e LESTER, tr.it. 1980.

6  Una sintesi degli studi sul concetto di gatekeeper si trova in WOLF, 1985, 180 sgg.

7  Bisogna, comunque, ricordare che anche un editore "puro" come Angelo Rizzoli ha condotto, agli inizi degli anni ottanta, in una grave crisi il Corriere della Sera.

8  Interessante, a questo proposito, la posizione di Enzo Forcella, secondo cui i giornalisti italiani si rivolgevano a "millecinquecento lettori", in particolare esponenti politici, anche se il giornale vendeva moltissime copie. Vedi FORCELLA, 1959.

9  La "credibilità" dell'informazione e i guasti del sensazionalismo e della falsificazione delle notizie hanno suscitato prese di posizione anche di alti esponenti della Chiesa Cattolica,come il cardinale Carlo Maria Martini. Vedi MARTINI, 1995, 62 sgg.

10  È sufficiente sfogliare un giornale per vedere quanto in esso si citi o si polemizzi con quanto scritto su un giornale o detto in tv. E' quest'ultima,in particolare, a fissare sempre più l'"agenda" dei giornali.

11  Vedi a questo proposito A.Leiss, "Quei giorni terribili del falso documento", l'Unità, 24-9-1994.

12  Vedi su tutti questi argomenti il dibattito "Stampa-melassa,né élite,né massa", Reset. Un mese di idee, 10, 11 e 12, 1994 e 14, 1995.

13  La potente rete telematica Internet è,infatti,invasa da messaggi di ogni tipo,da quelli di stampo razzista a quelli commerciali. Vedi FRACASSI, 1994, 220 sgg.

14  Nella traduzione italiana del saggio di Galtung e Ruge si parla di "avvenimenti",invece che di eventi. Noi preferiamo parlare di "avvenimento" quando un evento è diventato pubblico.

15  Secondo J.Galtung e M.H.Ruge,questo è dovuto ad una prospettiva culturale idealista per cui è l'uomo ad essere arbitro di quanto gli capita e non,invece,soggetto a fattori strutturali.

16  J.Galtung e M.H.Ruge immaginano il flusso degli eventi come un enorme insieme di segnali di stazioni radio. Dato che non può essere ricevuto tutto viene fatta una selezione in base a ciò che colpisce l'attenzione.

17  Per un'analisi del concetto di enciclopedia, vedi ECO, 1975, 143 sgg.

18  Critico rispetto a questa tipizzazione è M.Livolsi,secondo cui questa è solo teorica e poco utile praticamente. Infatti,nella pratica giornalistica non si sta a guardare suddivisioni di questo tipo ma a quale contenitore e a quale genere giornalistico la notizia fa riferimento. Vedi LIVOLSI, 1984, 289.

19  Per un'analisi della rielaborazione del concetto gramsciano di egemonia nell'ambito dei Cultural Studies, vedi GRANDI, 1994, 115 sgg.

20  ANSA sta per Agenzia Nazionale Stampa Associata

21  Sarebbe interessante analizzare se, nel corso della sua storia, l'Ansa si è sempre mantenuta fedele ai suoi principi o se, invece, si è lasciata vincere dalle pressioni politiche o se i suoi notiziari sono comunque soggetti a fenomeni di distorsione involontaria. Per esempio, un giudizio molto severo sul ruolo dell'Ansa all' inizio degli anni settanta è quello di Cesare Garelli. Vedi GARELLI, 1974, 62 sgg.

22  Interessante è la ricostruzione storico-fotografica, curata da Sergio Lepri, direttore dell'Ansa dal 1961 al 1989, in occasione del cinquantenario della fondazione dell'agenzia. Vedi LEPRI, 1994.

23  Si intende per "menabò" lo schema della pagina su cui andranno collocati i vari pezzi e che verrà poi realizzato tipograficamente. Vedi LENZI, 1981, 108-109.

24  Il linguaggio giornalistico è ricchissimo di frasi stereotipate di scarsissimo contenuto informativo,usate per eventi diversi tra loro,una vera e propria burolingua. Vedi GARELLI, 1974.

25  Vedi anche MARLETTI, 1982, 187 sgg.

26  Secondo altri, invece, l'assenza di ambiguità è un criterio di notiziabilità. Vedi GALTUNG e RUGE, tr.it.1980, 123.

Cap.1.1
IL giornale e il suo linguaggio
Cap.1.2
Giornalismo e obiettività
Torna su Cap.1.3
Notizia e routines produttive
Cap.1.4
Costruzione sociale della
realtà
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