4. QUATTRO QUOTIDIANI A CONFRONTO



4.2. ATTORI, ATTANTI, LORO COMPETENZE ED OGGETTI DI VALORE

Passiamo ora alla comparazione della sintassi narrativa dei testi considerati nei nostri quattro quotidiani.
Cominciamo ad individuare quali sono i principali attori in campo, le loro funzioni attanziali e la competenza di cui sono dotati, senza scordare che i soggetti possono esser definiti solo in relazione con gli oggetti di valore (cfr.2.8.2.).
Gli attori in campo sono in numero limitato.
I principali sono: Attori con limitati ruoli attanziali sono: Gli altri attori appena nominati rivestono, invece, più ruoli attanziali e vengono investiti di una maggiore competenza in cronache e commenti.
Passando all'analisi della struttura attanziale delle narrazioni, rileviamo che in tutti i quotidiani considerati i soggetti in lotta sono il governo ed i suoi alleati contro i sindacati e le forze di opposizione.
Diverse sono, invece, le relazioni tra gli altri attanti.
Per l'Unità il sindacato è destinante del soggetto collettivo "Italia che lavora" o "movimento operaio" o semplicemente "manifestanti", quantificati in "oltre un milione e mezzo di persone".
In questo soggetto collettivo il sindacato si "fonde" per realizzare la performanza "manifestazione" (cfr.3.1.4.).
Abbiamo quindi un caso di sincretismo tra destinante e soggetto (cfr.GREIMAS, 1984, 44 sgg.).
Questa "Italia che lavora" è un soggetto che lotta contro l'antagonista "Berlusconi".
Ne il Giornale, invece, c'è una frattura tra la competenza del sindacato che appare modalizzare i manifestanti secondo il dovere ed i manifestanti stessi che appaiono sempre in ruoli passivi, tranne gli "agguerriti" Cobas (cfr.3.2.3.).
Anche il Corriere della Sera e la Repubblica mostrano i sindacati destinanti della manifestazione.
In questi due quotidiani è meno accentuata che ne l'Unità la "fusione" tra sindacati e manifestanti (cfr.3.3.3. e 3.4.3.). Secondo l'Unità, il "Paese" è destinante di un volere la "pace sociale" e come soggetto è danneggiato dal fare dell'anti-soggetto "Berlusconi" (cfr.3.1.4.).
Nel Corriere della Sera troviamo precisato che è col "voto di fiducia" che il governo danneggia il "Paese" (cfr.3.3.1.).
Per il Giornale, invece, sono il sindacato e chi sciopera a danneggiare il "Paese" e chi lavora, mentre chi non sciopera è destinante del programma con soggetto "Berlusconi" ed oggetto di valore il "risanamento" (cfr.3.2.2. e 3.2.3.).
Interessanti sono i ruoli attanziali che viene ad assumere la Confindustria, in particolare il suo presidente Luigi Abete.
L'Unità tende a far diventare Abete da aiutante del governo a mediatore ad aiutante del sindacato sulla base dell'oggetto di valore, ritenuto comune a questi due attori, "pace sociale".
Nel Corriere della Sera e ne la Repubblica è più accentuato il ruolo di mediatore della Confindustria.
Ne il Giornale questo ruolo è, invece, occultato ed è enfatizzato il conflitto tra Confindustria e sindacato.
Per questo troviamo ne il Giornale la Confindustria in giorni lontani dalla manifestazione, quando le dichiarazioni di Abete sul sindacato sembrano più severe, per esempio dopo la dichiarazione del nuovo sciopero generale.
La Repubblica accentua i dissensi interni alla Confindustria sul rapporto col governo e interni al sindacato sull'opportunità della manifestazione.
I dissensi tra gli alleati di governo sono riportati un po' in tutti i quotidiani.
Questi dissensi sono esplicitati anche con le tradizionali metafore giornalistiche dei "falchi" e delle "colombe" (cfr.3.1.4.).
Anche la relazione tra i soggetti collettivi "manifestanti" ed "alluvionati" varia secondo i diversi quotidiani.
Per l'Unità manifestanti ed alluvionati sono uniti da un legame di solidarietà.
La stessa manifestazione è una forma di solidarietà ed il governo un avversario comune.
Inoltre, manifestare e spalare fango hanno la stessa "dignità" (cfr.3.1.6.).
Il legame di solidarietà tra manifestanti ed alluvionati è esplicitato in simboli come la bandiera infangata portata da due operai piemontesi, la collocazione dei lavoratori piemontesi in testa ad uno dei cortei e il minuto di silenzio definito "da brivido" (cfr.3.1.4.).
Questo legame di solidarietà non è negato nel Corriere della Sera e ne la Repubblica ma ne sono minori i simboli esplicitati.
Per esempio, il simbolo della bandiera infangata non è presente in nessuno di questi due quotidiani.
Il Giornale, invece, si sforza in ogni modo di contrapporre i manifestanti a chi aiuta gli alluvionati e questi simboli di solidarietà o sono assenti o sono occultati.
Inoltre, secondo l'Unità, i manifestanti che hanno come loro destinante "chi si oppone al governo Berlusconi" diventano a loro volta destinanti di un "messaggio di speranza" rivolto al destinatario "Paese" (cfr.3.1.3.).
La storia, la memoria collettiva ed i mercati finanziari assumono solo il ruolo di destinanti sanzionatori del fare del governo e dei sindacati.
In particolare, i mercati internazionali, secondo Veltroni, hanno sanzionato l'Italia come "credibile" dopo l'accordo di luglio (cfr.3.1.2.).
Per il Giornale, invece, il governo non può presentarsi ai mercati senza la riforma delle pensioni e senza una "Finanziaria non congiunturale" (cfr.3.2.4.).
Limitandoci alle cronache della manifestazione il giorno 13/11, vediamo che i vari soggetti dell'enunciazione installano nei loro discorsi degli attanti osservatori che forniscono il punto di vista delle cronache stesse (cfr.2.8.5.).
Ne l'Unità il cronista osservatore della manifestazione non nasconde, anzi mostra apertamente di esserne diretto partecipe con delle procedure di embrayage (cfr. 3.1.4.).
Il Corriere della Sera, come abbiamo accennato in precedenza, la cronaca della manifestazione da due punti di vista: il primo è quello di un osservatore che guarda la folla da un palco sindacale, il secondo è quello di un osservatore a fianco di un lavoratore scelto a caso come simbolo di tutti i manifestanti (cfr.3.3.3.).
Ne la Repubblica notiamo sin dal titolo della prima pagina che viene assunto il punto di vista di un osservatore che non occulta le sue sanzioni positive sulla manifestazione.
La cronaca appare come un viaggio tra "i volti e le voci" della manifestazione (cfr.3.4.3.).
Il Giornale, invece, questo viaggio lo realizza tra gli operai della Ferrero di Alba che lottano per ripulire dal fango l'azienda in cui lavorano.
Nella cronaca della manifestazione non c'è traccia di un cronista osservatore presente alla manifestazione (cfr.3.2.3.).
Abbiamo detto che per realizzare una performanza un soggetto deve essere prima dotato di una competenza pragmatica di natura modale (cfr.2.8.2 e 2.8.3).
A sottolineare il potere del soggetto "sindacati" è in particolare la Repubblica che spesso reitera l'isotopia dell'"organizzazione della macchina sindacale".
Anche il Corriere della Sera ed in misura maggiore l'Unità forniscono informazioni su questa competenza sindacale con l'enumerazione dei mezzi di trasporto, dei cortei e delle modalità di "autofinanziamento" (cfr.3.1.1. e 3.3.1.).
Notiamo che con l'autofinanziamento, sottolineato in particolare da l'Unità, i manifestanti appaiono essere essi stessi i costruttori della propria competenza.
Il Giornale, oltre ad occultare tutto questo, pone i "soldi" al centro della competenza sindacale.
Questi "soldi" non appaiono acquisiti con un "autofinanziamento" ma "rastrellati" in vari modi a lavoratori e pensionati (cfr.3.2.2.).
Operai e pensionati non sono così modalizzati secondo il volere ma secondo il dovere, oltre alle connotazioni fortemente negative che il lessema "rastrellare" evoca.
È solo grazie a questi "soldi" ("sessanta miliardi"), così acquisiti, che il sindacato può mostrare la propria forza.
Questi "soldi" appaiono così sprecati in nome della lotta, invece che donati agli alluvionati.
Il sindacato finisce, quindi, con l'apparire antagonista di lavoratori, pensionati, alluvionati nonché degli elettori che hanno voluto il governo Berlusconi.
Anche il "balletto delle cifre" sul numero dei manifestanti mostra se un quotidiano intende accrescere o sminuire la competenza della manifestazione.
Infatti, si oscilla dalla cifra di "sei-settecentomila" del filo-governativo il Giornale a quella di "oltre un milione e mezzo" de l'Unità.
Si tratta di un'oscillazione di circa un milione di persone, cifra non indifferente pur essendo difficile quantificare con precisione una manifestazione così numerosa.
Sempre a proposito della competenza della manifestazione osserviamo che Veltroni e la Risari ne l'Unità tendono a negarle il carattere di "festa", mentre per la Repubblica si tratta di una "festa-protesta" autopagata (cfr.3.1.2. e 3.4.4.).
Ne il Giornale e nelle dichiarazioni e nella lettera di Fini a la Repubblica l'isotopia della "gita gratuita" è negativa perché contrapposta al lavoro nelle zone alluvionate e legata ad uno spreco di "soldi" (cfr.3.2.3. e 3.4.5.).
A proposito dello "scontro",l'Unità e la Repubblica, facendo propri i discorsi sindacali, ne attribuiscono il volere al governo.
Il Giornale ne attribuisce le colpe al sindacato che vuole così solo mostrare il suo potere.
Di fronte a questo il Giornale incita il governo a non tirarsi indietro, a non mostrarsi debole (cfr.3.2.3.).
Il Corriere della Sera non sembra attribuire la colpa dello "scontro" a qualcuno in particolare, confermando così una pur difficile tendenza alla neutralità.
Questo quotidiano rileva comunque che questo "scontro" è in atto da tempo e si sta inasprendo.
Le manifestazioni e gli scioperi appaiono momenti culminanti del percorso narrativo di questo "scontro" tra governo e sindacati.
Per il Corriere della Sera opposizione di sinistra e governo non hanno la competenza necessaria per realizzare la congiunzione con l'oggetto di valore "regole", competenza attribuita sia pure dubitativamente ad esponenti dell'opposizione di centro (cfr.3.3.3.).
Tornando a l'Unità, vediamo che la manifestazione ha mostrato un potere immenso dei soggetti "sinistra" e "movimento di lotta". Ma non solo.
Essa ha arricchito la competenza di questi soggetti che hanno stretto un contratto con il destinante "Paese" per realizzare la congiunzione con oggetti di valore come la "serenità" ed il "cambiamento" (cfr.3.1.4.).
Anche la Repubblica modalizza il "Paese" secondo il volere il "cambiamento".
Il "Paese" appare aver subito un inganno a questo volere.
Soggetto di questo inganno è Berlusconi che aveva fatto credere nel "cambiamento" con le sue promesse elettorali.
Ne la Repubblica i manifestanti appaiono non solo mostrare un potere ma anche un sapere, una consapevolezza del loro essere cittadini e dei loro doveri conseguenti (cfr.3.4.3.).
È grazie a questa consapevolezza che i manifestanti diventano, a loro volta, destinanti di un fare persuasivo verso chi questa consapevolezza non ha.
Sempre ne la Repubblica è nella lettera di Fini che questa competenza viene negata perché sindacati ed opposizione hanno modalizzato i manifestanti secondo un non sapere che o ci si disgiunge dalle "spese" o ci si congiunge con "nuove tasse" (cfr.3.4.5.).
È ne il Giornale che la manifestazione appare addirittura porre limiti e problemi alla competenza sindacale (cfr.3.2.3.).
Questi limiti diventano espliciti proprio con la dichiarazione del nuovo sciopero generale.
Mentre per gli altri quotidiani il nuovo sciopero generale è una risposta alla sfida del governo che ricorre al "voto di fiducia" e quindi il sindacato appare modalizzato secondo un dover fare in risposta a questa sfida, per il Giornale il nuovo sciopero generale non è solo questo ma anche dimostrazione dell'incapacità del sindacato di raggiungere gli obiettivi desiderati (cfr.3.2.5.).
Passando a vedere i principali oggetti di valore, notiamo che quello al centro della lotta che dà vita alla narrazione nei testi considerati è la "legge finanziaria".
A volte appare narrativamente essa stessa un anti-soggetto dei manifestanti e dei sindacati, ma noi preferiamo limitarci nel considerarla un oggetto su cui gli antagonisti in campo investono valori contrari.
Da questo oggetto di valore cronisti e commentatori partono per indicarne altri o lo pongono come punto di arrivo di una serie di programmi narrativi d'uso come gli scioperi, le manifestazioni e la "battaglia" parlamentare (cfr. 4.3.).
Per esempio, l'Unità segnala come oggetti di valore comuni a Confindustria e sindacati la "concertazione" e la "pace sociale" che sembrano essere superiori gerarchicamente alla "approvazione della Finanziaria" ed alla "governabilità".
Sempre per l'Unità un altro oggetto di valore desiderato dai soggetti collettivi sindacati e manifestanti è la "unità" (cfr.3.1.3.).
Dal soggetto collettivo "giovani" è desiderato l'oggetto di valore "nuova politica" ed allargando questo soggetto alla "coalizione dei democratici" gli oggetti di valore diventano la "serenità" e la "speranza" (cfr.3.1.4.).
Non manca ne l'Unità l'oggetto di valore "regole" contrapposto agli oggetti negativi "arbìtri" e "prevaricazioni".
È Carniti a sostenere che anche i manifestanti hanno come oggetto di valore il "risanamento" ma assieme alla "equità" ed alle "regole" (cfr.3.1.5.).
Un altro obiettivo della "sinistra", verso la cui congiunzione il "cambiamento della "Finanziaria" appare essere un programma d'uso, è l'"andare al governo" (cfr.3.1.6.).
Se passiamo ad il Giornale, troviamo che obiettivi del sindacato non sono la "pace sociale" o il "cambiamento della Finanziaria" ma "paralizzare Roma" e "mostrare la propria forza" (cfr.3.2.2.).
Secondo il Giornale, gli oggetti di valore desiderati dal governo coincidono con quelli del "Paese": sono il "risanamento", il "nuovo miracolo italiano" e lo "sviluppo" (cfr.3.2.3.).
Rutelli ne l'Unità, invece, nega la capacità del governo di raggiungere questi oggetti di valore (cfr.3.1.2.).
Il "dialogo", oggetto di valore positivo per il sindacato, è per il Giornale, che incita allo "scontro", negativo (cfr.3.2.3 e 3.2.4).
Lo "stralcio" delle pensioni dalla Finanziaria appare su l'Unità la "unica via ragionevole", ma lo stesso giorno, 14/11, ne il Giornale questo è ritenuto un danno per il "Paese" (cfr.3.1.5. e 3.2.4.).
Lo "stralcio delle pensioni" e la "ripresa dell'occupazione" appaiono due oggetti di valore di due programmi narrativi in relazione di contrarietà tra loro e tra i quali il lettore è invitato a scegliere.
La "cacciata di Berlusconi", sempre secondo il Giornale, è l'oggetto di valore desiderato da "innumerevoli commentatori" che sono così destinanti che assegnano al sindacato un ruolo politico.
La manifestazione appare così solo un programma d'uso nel percorso narrativo che ha come oggetto di valore finale l'obiettivo politico della "cacciata" di Berlusconi.
Pur narrando da due punti di vista diversi l'Unità ed il Giornale sembrano quindi porre alla fine del loro percorso narrativo lo stesso oggetto di valore.
Infatti, la "cacciata" di Berlusconi e l'"andare al governo" della sinistra tendono a coincidere.
Per l'Unità questo ruolo politico del sindacato è superiore alla competenza del sindacato stesso (cfr.3.1.4.).
Per il Corriere della Sera le manifestazioni e gli scioperi sono esplicitamente politici perché apertamente contro il governo della destra (cfr.3.3.3.).
Ne il Giornale e nella lettera di Fini a la Repubblica questa "politicità" appare negativa (cfr.3.2.3. e 3.4.5.).
Il Corriere della Sera gerarchizza diversamente gli oggetti di valore.
L'oggetto di valore "concertazione", figurativizzato nell'"accordo di luglio", appare superiore all'"approvazione della Finanziaria" (cfr.3.3.1.).
Oggetto di valore desiderato dal sindacato è lo "stralcio delle pensioni".
Gli oggetti di valore che il Corriere della Sera pone gerarchicamente superiori sono comunque le "regole" (cfr.3.3.3.).
Passando a la Repubblica, i principali oggetti di valore positivi sono la "giustizia" e la "libertà" che compaiono anche nell'editoriale di Veltroni nel numero speciale de l'Unità (cfr.3.1.2. e 3.4.3.).
Notiamo che per Cofferati la "giustizia" fa già parte della competenza del manifestanti (cfr.3.4.3.).
Altri oggetti di valore positivi per la Repubblica sono la "saggezza", il "rigore morale", la "legalità" e le "regole" (cfr.3.4.3.).
Oggetti valorizzati negativamente sono la "ingiustizia" e la "prepotenza".
Inoltre, il "Paese" è destinante di un programma di congiunzione con i "sacrifici".
Gli oggetti di valore desiderati da Abete appaiono essere il "confronto", le "regole" ed il "risanamento".
La "pace sociale" è assunto da la Repubblica come oggetto di valore "a rischio".
La polemica tra Fini e la Repubblica è giocata sugli oggetti di valore "manovra" e "tasse".
Per Fini le "tasse" sono un oggetto di valore negativo che portano agli "sprechi".
La "giustizia", invece, è anche per Fini un oggetto di valore positivo che però fa già parte della competenza del governo che vuole l'"approvazione della Finanziaria" (cfr.3.4.5.).

Cap.4.1
Lo spazio dato
alla notizia
Cap.4.2
Attori, attanti
loro competenzee e
oggetti di valore
Cap.4.3
Le performanze,
i loro spazi e
i loro tempi
Torna su Cap.4.4
Manipolazione e
sanzione
Cap.4.5
Le figure
retoriche
Cap.4.6
La discorsivizzazione
ed
i lettori modello
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